«

»

ago 09 2013

Wek end al cinema: i nostri consigli

 

Ecco le nostre segnalazioni cinematografiche – nelle sale ancora aperte – per il week end che ci avvicina a Ferragosto “Drift”, di B. Nott e m. O’Naeil:, appassionati di surf, due fratelli australiani  cercano di fare fortuna con le “tavole”, ma è la stagione della contestazione; immagini di surf decisamente spettacolari, la filosofia dell’onda e il terremoto degli anni Settanta per una vicenda familiare e umana, ben rappresentata ma con qualche pecca. “Io sono tu”, di S. Gordon: Diana è una spendacciona senza limiti ma utilizza la carta di credito di un ricco imprenditore di Miami; commedia leggera, divertente e senza ececssive pretese  “La notte del giudizio”,  opera d’esordio per James DelMonaco: siamo nel 2022, in una cittadina Usa, una volta all’anno, per 12 ore, tutti i crimini sono leciti e la polizia non interviene; allegorico, pieno di tensione e adrenalinico. “Wolverine”, di James Mangold: Wolverine (Logan) si dirige in Giappone per seguire la sua amante Mariko Yashida ma quando arriva, la scopre sposata con un freddo uomo d’affari e presto si trova in conflitto con il padre di lei e il clan ninja The Hand; tratto dal fumetto Marvel, ricco di effetti  speciali e con un Logan più struggente del solito.  “The Lone Ranger”, di Gore Verbinski: dopo radio, televisione e fumetti, approda al cinema la storia del Ranger John Reed, scampato a un’imboscata con l’aiuto dell’indiano Tonto e di un cavallo bianco e trasformatosi in giustiziere mascherato; nostalgico come il titolo, con risvolti accattivanti, sofisticati, evocativi e con quei grandi spazi che garantiscono la giusta dimensione mitologica. “To the wonder”, del più filosofico dei registi contemporanei, Terrence Malick: a Parigi Neil si innamora di Marina e la porta con sé negli Usa, poi compare una vecchia passione del passato, Jane; amore cercato, contrastato, perduto e respinto, sentimenti che respirano con ritmo della natura, il cinema di Malick conferma la cifra stilistica appartata, dolente, magica, controversa ma affascinante.  “Now you see me – I maghi del crimine”, di Louis Leterrier: un gruppo di criminali/artisti specializzati (prestigiatore, illusionista, ipnotista e borseggiatore) realizza colpi clamorosi e rocamboleschi e finisce nel mirino dei federali; godibile, ottimo cast, bel ritmo e intrigante. “Pacific Rim”, di Guillermo del Toro: dal profondo degli oceani emergono creature simili a rettili che distruggono e uccidono, ma in difesa della terra ci sono alcuni robot a interconnessione neuronale; non originale nel modello narrativo ma con sprazzi immaginifici, a tinte gotiche e con grandi effetti speciali “Stoker”, primo film americano per Chan-wook Park: la giovane India rimasta orfana del padre incontra lo zio che si occuperà di lei; elegante parabola su desiderio e turbamento, su inquietudine e fine dell’infanzia; ben fotografato, a tratti espressionista e seducente. “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino: affresco dell’odierna dolce vita capitolina; giornalisti, prelati, politici, dame e intellettuali si incrociano in un’atmosfera decadente per la festa di compleanno di Jeb: a differenza dell’amara simpatia felliniana il bel film di Sorrentino risulta impietoso, stratificato, denso di nubi, tutto teso a tracciare i profili di personaggi apparenti e senza anima; grande, come sempre, la prova di Toni Servillo. Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald,. Antonio Infuso

Switch to our mobile site