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lug 12 2013

Week end al cinema: i nostri consigli

 

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end.  “The Lone Ranger”, di Gore Verbinski: dopo radio, televisione e fumetti, approda al cinema la storia del Ranger John Reed, scampato a un’imboscata con l’aiuto dell’indiano Tonto e di un cavallo bianco e trasformatosi in giustiziere mascherato; nostalgico come il titolo, con risvolti accattivanti, sofisticati, evocativi e con quei grandi spazi che garantiscono la giusta dimensione mitologica. “To the wonder”, del più filosofico dei registi contemporanei, Terrence Malick: a Parigi Neil si innamora di Marina e la porta con sé negli Usa, poi compare una vecchia passione del passato, Jane; amore cercato, contrastato, perduto e respinto, sentimenti che respirano con ritmo della natura, il cinema di Malick conferma la cifra stilistica appartata, dolente, magica, controversa ma affascinante.  “Now you see me – I maghi del crimine”, di Louis Leterrier: un gruppo di criminali/artisti specializzati (prestigiatore, illusionista, ipnotista e borseggiatore) realizza colpi clamorosi e rocamboleschi e finisce nel mirino dei federali; godibile, ottimo cast, bel ritmo e intrigante. “Pacific Rim”, di Guillermo del Toro: dal profondo degli oceani emergono creature simili a rettili che distruggono e uccidono, ma in difesa della terra ci sono alcuni robot a interconnessione neuronale; non originale nel modello narrativo ma con sprazzi immaginifici, a tinte gotiche e con grandi effetti speciali “Stoker”, primo film americano per Chan-wook Park: la giovane India rimasta orfana del padre incontra lo zio che si occuperà di lei; elegante parabola su desiderio e turbamento, su inquietudine e fine dell’infanzia; ben fotografato, a tratti espressionista e seducente. “Doppio gioco”, di James Marsh: nell’Irlanda degli anni ’90, una giovane militante dell’Ira viene arrestata e costretta a collaborare; passato e presente, sentimenti, tradimenti e passioni anche ingannevoli in una pellicola originale e di denso impatto.“Cha cha cha”, di Marco Risi: a Roma, un tormentato detective scopre che la morte di un ragazzo è legata all’uccisione di un ingegnere non estraneo alla speculazione edilizia; pellicola a tinte noir , ben costruita e interpretata, metafora della società italiana e di una stagione a limitato orizzonte etico. “Salvo”, esordio registico per Fabio Grassadonia e Antonio piazza: Salvo, un giovane killer mafioso, preferisce nascondere e proteggere una ragazza cieca anziché ucciderla; acclamato a Cannes, stilisticamente vicino al gangster movie asio-americano, il film è intenso, ricco di suspence, ben ambientato e denso di suoni (grida, rombi, sgommate e musica) che restituiscono i tempi della vita e del destino. Direttamente dal pianeta Krypton, “L’uomo d’acciaio”, di Zack Snyder: Clark Kent dovrà difendere la terra dall’attacco dei cattivi provenienti dal suo pianeta natio: bellissimi effetti speciali per l’ennesima versione cinematografica di Superman, questa volta rappresentato con più profonda e complessa  dimensione esistenziale, “Il caso Kerenes”, di Calin Netzer, Orso d’Oro a Berlino: un rampollo delle società romena investe un ragazzino, uccidendolo; la madre smuove amicizie potenti per evitargli il carcere; tra corruzione e madre oppressiva, con lo sfondo della Romania odierna, Nezter costruisce abilmente un film ardito, claustrofobico, sincero e rabbioso. “Star trek – Into the Darkness”, di J. J. Abrams: secondo pre-sequel della famosissima saga intergalattica (5 serie televisive, più una a cartoni animati e ben 12 film): il capitano Kirk è stato destituito dal comando dell’Enterprise ma poi viene richiamato per combattere, insieme a Spock, il temibile Kahn (mitico personaggio già apparso nella serie “classica” e in una pellicola) in possesso di una tremenda arma di distruzione di massa; divertimento, spettacolo, ritmo trascinante e iberbolico, allusivo (in termini di metacinema), godibile per i “trekker” , per gli amanti dell’avventura e per coloro che vogliono giungere “là dove nessuno è mai giunto prima”. “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino: affresco dell’odierna dolce vita capitolina; giornalisti, prelati, politici, dame e intellettuali si incrociano in un’atmosfera decadente per la festa di compleanno di Jeb: a differenza dell’amara simpatia felliniana il bel film di Sorrentino risulta impietoso, stratificato, denso di nubi, tutto teso a tracciare i profili di personaggi apparenti e senza anima; grande, come sempre, la prova di Toni Servillo. Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald, “Il grande Gatsby”, di Baz Luhrmann: nei leggendari anni Venti americani un giovane scrittore entra nel mondo iperbolico del riccastro Gatsby: grande affresco di un’epoca e di una generazione, ben interpretato, tra passione e dolore, amicizie e tradimenti, amore e morte. Antonio Infuso

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