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giu 14 2013

Week end al cinema: i nostri consigli

 

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. Finalmente in sala “Star trek – Into the Darkness”, di J. J. Abrams: secondo pre-sequel della famosissima saga intergalattica (5 serie televisive, più una a cartoni animati e ben 12 film): il capitano Kirk è stato destituito dal comando dell’Enterprise ma poi viene richiamato per combattere, insieme a Spock, il temibile Kahn (mitico personaggio già apparso nella serie “classica” e in una pellicola) in possesso di una tremenda arma di distruzione di massa; divertimento, spettacolo, ritmo trascinate e iberbolico, allusivo (in termini di metacinema), godibile per i “trekker” , per gli amanti dell’avventura e per coloro che vogliono giungere “là dove nessuno è mai giunto prima”. “Il fondamentalista riluttante”, della sempre brava Mira Mair, la vita di un giovane pakistano rampante della finanza viene ribaltata dall’attacco alle Torri Gemelle; con la consueta sensibilità la regista indiana narra – tra i toni della spy-story e del thriller – di sentimenti e diversità, di mondi lontani e drammi personali. “Quando meno te lo aspetti”, di Agnes Jaoui: un uomo a cui è stata predetta la morte, un giovane che si innamora, un’attrice in crisi, una ragazza di nome Laura; in un’atmosfera fiabesca, la regista de “Il gusto degli altri”, propone un mondo dai destini incrociati, di assurdità del caso, tra adulti e giovani dominati dell’incertezza dei sentimenti. “Tutti pazzi per Rose”, esordio registico per Regis Roinsard,: fine anni cinquanta, la giovane Rose lascia il paese, va in città i cerca di fortuna, e diviene una campionessa di dattilografia; opera tipicamente francese, lieve, gradevole, molto vintage, dai colori pastello, tra sentimenti, letteratura e amore per il cinema. “Solo Dio perdona”, di Windnig Refn: a Bangkok, Julian, trafficante e allenatore di boxe, viene raggiunto dalla madre che vuole vendicare l’uccisione dell’altro figlio; dopo “Drive” ancora massacri per la coppia Refn/Gosling, con scene violente e stilisticamente riuscite. “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino: affresco dell’odierna dolce vita capitolina; giornalisti, prelati, politici, dame e intellettuali si incrociano in un’atmosfera decadente per la festa di compleanno di Jeb: a differenza dell’amara simpatia felliniana il bel film di Sorrentino risulta impietoso, stratificato, denso di nubi, tutto teso a tracciare i profili di personaggi apparenti e senza anima; grande, come sempre, la prova di Toni Servillo. Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald, “Il grande Gatsby”, di Baz Luhrmann: nei leggendari anni Venti americani un giovane scrittore entra nel mondo iperbolico del riccastro Gatsby: grande affresco di un’epoca e di una generazione, ben interpretato, tra passione e dolore, amicizie e tradimenti, amore e morte. Antonio Infuso

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