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giu 07 2013

Week end al cinema: i nostri consigli

 

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “Tutti pazzi per Rose”, esordio registico per Regis Roinsard,: fine anni cinquanta, la giovane Rose lascia il paese, va in città i cerca di fortuna, e diviene una campionessa di dattilografia; opera tipicamente francese, lieve, gradevole, dai colori pastello, tra sentimenti, letteratura e amore per il cinema, “Miele”, di Valeria Golino: Irene “supporta” gli anziani malati terminali a uscire di scena senza inutili agonie, ma un giorno le chiede “aiuto” un settantenne in buona salute; opera sofferta e anche severa e densa di pudore; ottimo esordio registico per la Golino.  “Solo Dio perdona”, di Windnig Refn: a Bangkok, Julian, trafficante e allenatore di boxe, viene raggiunto dalla madre che vuole vendicare l’uccisione dell’altro figlio; dopo “Drive” ancora massacri per la coppia Refn/Gosling, con scene violente e stilisticamente riuscite. “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino: affresco dell’odierna dolce vita capitolina; giornalisti, prelati, politici, dame e intellettuali si incrociano in un’atmosfera decadente per la festa di compleanno di Jeb: a differenza dell’amara simpatia felliniana il bel film di Sorrentino risulta impietoso, stratificato, denso di nubi, tutto teso a tracciare i profili di personaggi apparenti e senza anima; grande, come sempre, la prova di Toni Servillo. Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald, “Il grande Gatsby”, di Baz Luhrmann: nei leggendari anni Venti americani un giovane scrittore entra nel mondo iperbolico del riccastro Gatsby: grande affresco di un’epoca e di una generazione, ben interpretato, tra passione e dolore, amicizie e tradimenti, amore e morte. “No, i giorni dell’arcobaleno”, di Pablo Lararin: Cile, 1988, il dittatore Pinochet indice un referendum per essere riconfermato; ma perderà nonostante tutta l’informazione sia in mano ai militari; ultimo capitolo di una trilogia sulla dittatura cilena, il film è ben orchestrato e calibrato, ottimamente definito nello sviluppo drammaturgico e con un grande attore (Gale Gracia Bernal). “Viaggio sola”, di Maria Sole Tognazzi: Irene, single che viaggia per lavoro, è un a severa ispettrice di hotel di lusso ma dopo la morte di un’amica…; bel film, metafora di una nomadismo logistico e mentale che spinge alla solitudine consapevole, ottimi interpreti (Margherita Buy e Stefano Accorsi). “Effetti collaterali”, di Steven Sodenbergh; a causa di una depressione, Emily si fa curare da uno psichiatra che utilizza medicine sperimentali e dagli effetti pericolosi: prima parte esplosiva e originale per un film sapientemente diretto ma che tende, nello sviluppo, a piegarsi su schemi narrativi tradizionali. “Iron Man 3”: ritorna sugli schemi l’eroe della Marvel, Tony Stark, che deve affrontare un’organizzazione terroristica internazionale: effetti speciali, ritmo ed eccessi ma estremamente godibile per i cultori del “genere”. Antonio Infuso

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