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apr 12 2013

Week end al cinema: i nostri consigli

Ecco i consigli di “Nichelino Città” per il week end. “L’ipnotista”, di Lasse Halstrom,; l’ispettore Liina indaga sullo stermino di una famiglia e ricorre a un medico esperto in ipnosi per sapere la verità dall’unico sopravvissuto, ricoverato in coma: tratto da un tipico poliziesco della “new wave” scandinava che spesso appassiona,  il film è ben diretto ma l’intreccio non sembra completamente riuscito. “Il volto di un’altra”, del sempre bravo e originale Pappi Corsicato; una diva tv in calo di popolarità rimane sfigurata in volto, ma suo marito è un chirurgo plastico: divertente, ricco di citazioni, allusivo e, a tratti, grottesco e pungente.  “Un giorno devi andare”, di Giorgio Diritti; stanca e addolorata, la giovane Augusta lascia l’Italia per il Brasile e si dedica alle attività umanitarie: delicato e impegnato, denso di forza e anche di grazia, metafora della complessa navigazione della vita alla ricerca di un’Itaca morale. “Come un tuono”, di Derek Cianfrance; il giovane Luke, motociclista acrobata per spettacoli itineranti, scopre di essere padre; si dedicherà al figlio e alle rapine, “ma chi corre come un fulmine, si schianta come un tuono”: ben costruito ne registro narrativo e ottimamente girato, il film condensa sapientemente destino e desideri, amore e rabbia. “Come pietra paziente”, di Atiq Rahimi; Vicino Kabul assiste donna assiste il marito, eroe di guerra, in coma profondo; sarà l’occasione per confessargli grandi dolori e segreti: un’intensa pellicola sulla femminilità negata e sui corpi assenti; originale e ben interpretata. “Benvenuto presidente”, di Riccardo Dilani, con Claudio Bisio:per errore un bibliotecario viene eletto presidente della Repubblica, porterà innovazioni; commedia divertente, anche riuscita e senza molte pretese. “Il figlio dell’altra”, di Lorraine Devy; un giovane israeliano scopre che i suoi genitori biologici sono palestinesi, c’è stato uno scambio di neonati; le due famiglie si incontrano: metafora sui muri, sui confini, sui pregiudizi e sui conflitti, il film restituisce il quotidiano di quella terra in modo sensibile, doloroso ma intriso di speranza. “La scelta di Barbara”, di Harmory Korine. Orso d’Oro al Festival di Berlino; nella  Germania Est del 1980, Barbara vorrebbe espatriare ma viene mandata in un ospedale sperduto, progetta però la fuga: emozionante e duro, tra ansia di libertà e amore. “Il lato positivo”, di David O’Russell.; due esistenze border-line si incontrano; lui è in cura psichiatrica per aver picchiato l’amante della moglie, lei è in depressione per la morte del marito: riuscito, equilibrato, anche temerario e ardito nel suo sviluppo tra dramma e commedia. “Educazione siberiana”, di Gabriele  Salvatores, tratto dal famoso romanzo di Nicolai Lilin; la storia di due giovani cresciuti nella cultura criminale – a suo modo etica – del loro piccolo villaggio, ma l’aria dell’Ovest giunge in quelle terre lontane e fredde: storia di amicizia e speranza, delusioni e violenza, dolcezza e disorientamento; diretto benissimo dalle sapienti  mani di Salvatores, il film – bello – segnala qualche limite in una sceneggiatura un po’ didascalica e lontana dal pathos del romanzo. Antonio Infuso

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