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mag 17 2013

Week end al cinema: i consigli di Nichelino Città

 

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end.  Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald, “Il grande Gatsby”, di Baz Luhrmann: nei leggendari anni Venti americani un giovane scrittore entra nel mondo iperbolico del riccastro Gatsby: grande affresco di un’epoca e di una generazione, ben interpretato, tra passione e dolore, amicizie e tradimenti, amore e morte. “Mi rifaccio vivo”, di Sergio Rubini: le vicende di due ex compagni di scuola da sempre rivali fino alla reincarnazione…; buona regia per un film divertente ma non banale, tra new age e sconfinamenti magici, scampoli di surreale leggerezza e momenti amari. “No, i giorni dell’arcobaleno”, di Pablo Lararin: Cile, 1988, il dittatore Pinochet indice un referendum per essere riconfermato; ma perderà nonostante tutta l’informazione sia in mano ai militari; ultimo capitolo di una trilogia sulla dittatura cilena, il film è ben orchestrato e calibrato, ottimamente definito nello sviluppo drammaturgico e con un grande attore (Gale Gracia Bernal)  “Viaggio sola”, di Maria Sole Tognazzi: Irene, single che viaggia per lavoro, è un a severa ispettrice di hotel di lusso ma dopo la morte di un’amica…; bel film, metafora di una nomadismo logistico e mentale che spinge alla solitudine consapevole, ottimi interpreti (Margherita Buy e Stefano Accorsi). “Bellas mariposas”, di Salvatore Mereu: amaro e bel racconto sull’estate di una dodicenne in un quartiere periferico di Cagliari; vite innocenti in gioco, donne che subiscono e maschi profittatori; tra realtà e fantasia ne scaturisce una lettura critica e dolente su una pezzo d’Italia. “Confessions”, di Tetsuya Nakashima: un’insegnate organizza una terribile vendetta nei confronti dei suoi due allievi, colpevoli della morte della figlia; pellicola intensa e riuscita, intimista e ricca di tensione allo stesso tempo. “Viaggio sola”, di Maria Sole Tognazzi: Irene, single che viaggia per lavoro, è un a severa ispettrice di hotel di lusso ma dopo la morte di un’amica…; bel film, metafora di una nomadismo logistico e mentale che spinge alla solitudine consapevole, ottimi interpreti (Margherita Buy e Stefano Accorsi). “Effetti collaterali”, di Steven Sodenbergh; a causa di una depressione, Emily si fa curare da uno psichiatra che utilizza medicine sperimentali e dagli effetti pericolosi: prima parte esplosiva e originale per un film sapientemente diretto ma che tende, nello sviluppo, a piegarsi su schemi narrativi tradizionali. “Iron Man 3”: ritorna sugli schemi l’eroe della Marvel, Tony Stark, che deve affrontare un’organizzazione terroristica internazionale: effetti speciali, ritmo ed eccessi ma estremamente godibile per i cultori del “genere”. “Nella  casa”, di Francois Ozon; un insegnante rimane folgorato dalla forza narrativa degli scritti di un suo allievo, fino quasi a confini estremi: intenso, affascinante, intrigante e sfuggente come il complesso rapporto che si crea sempre tra scrittore e lettore. “Venti anni di meno”, di Davide Moreu: una trentenne un po’ rigida e carrierista si innamora di un giovane universitario svagato; commedia sentimentale garbata, leggera, a tratti divertente. Antonio Infuso

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