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nov 06 2015

Week end al cinema: i consigli di Nichelino Città

charlotte(Antonio Infuso). Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “45 anni”, di Andrew Haigh. Nel Norfolk, Kate e Geoff si apprestano a festeggiare i 45 anni di matrimonio quando giunge la notizia che in un ghiacciaio svizzero viene ritrovato il cadavere di una giovane donna a suo tempo amata da Geoff. L’equilibrio della coppia traballa, lui è preso dai ricordi e da lampi di passione giovanile; lei si chiede quanto vero sia stato il loro amore. Grandissima coppia d’ attori, colonna sonora evocativa e nostalgica, per un intenso film sul futuro mancato, sui sentimenti dimessi, sulla quotidianità della terza età, sul fuoco di amori spenti e di cui rimane solo il fumo negli occhi, come nella canzone. “Spectre – 007, di Sam Mendes. L’agente James Bond, sventa un attentato, uccide un componete della Spectre, viene congedato ma non molla la sua missione: colpire il cuore dell’organizzazione anche se questo lo costringe a ripercorrere il suo passato. Ventiquattresima “puntata” su 007, girato tra Città del Messico, Roma. Marocco e Austria, il film diretto dal bravo Mendes possiede ritmo, azione ed effetti speciali. Allo stesso tempo, tende a un’esplorazione più complessa e psicologica nel mito di Bond, con una sorta di confronto/lacerazione tra il passato “analogico” e il presente “digitale”, metafora – a suo modo – anche del “fare cinema”. “Tutto può accadere a Broadway”, di Peter Bodganovich. Un regista teatrale approdato nella Grande Mela, cerca di salvare le ragazze che si prostituiscono; una di queste vuole diventare attrice .Scritto vent’anni fa e diretto da una delle ultime icone di Hollywood, Peter Bodganovich, il film si dipana come una bella bella commedia di buon ritmo, tra equivoci e nostalgia, tra speranze e ironia. Ottimo cast di attori che, in un clima quasi alleniano, danno vita a personaggi dalla molte sfacettatura. “La legge del mercato”, di Stephane Brizé. Thierry, disoccupato, sposato e un figlio disabile è alla ricerca di un lavoro. Dopo molte umiliazioni viene assunto come sorvegliante in un supermercato dove scoprirà un mondo di disperato disposta a furtarelli pur di mangiare. Bel film di denuncia sociale con alcuni attori presi dalla vita nelle loro vere professioni; la pellicola affronta con semplicità e incisività i temi della iniquità sociale e di sistema economico stritolatore e creatore di nuovi poveri. Si devono aprire gli occhi per decidere da che parte stare in un mondo senza pietà. “Mustang”, di Deniz Gamse Erguven. Nel nord della Turchia, iniziano le vacanze scolastiche e cinque sorelle vanno a giocare con i loro amici maschi sulla spiaggia. E’ scandalo: visite mediche, niente internet e telefonini e reclusione fino a matrimoni combinati. Gran bel film d’esordio che con tocco lieve, intelligente e quasi da cinema francese – ma con un’eco di Sophie Coppola (“Il giardino delle vergini suicide”) – delinea bellissime figure femminile e la terribile repressione e di una società (quella turca del dittatore Erdogan) che sembra ancora molto lontana dall’affrancamento culturale, dalla libertà e dalla parità di genere. “Suburra”, di Stefano Sollima. Un primo ministro e un Papa dimissionari, una sette giorni “romana” tra speculazione edilizia, faccendieri, criminali, zingari e cortigiane. Con grande passione, ritmo e una regia quasi impeccabile, Stefano Sollima (figlio d’arte) rilegge il testo di De Cataldo e Bonini e restituisce al pubblico uno spaccato dell’Italia moderna e del sottobosco di “Roma Capitale”. Ottimo cast, cura estetica e bella fotografia.

. “Sopravvissuto – The martian”, di Ridley Scott. Durante la missione “Ares 3” su Marte, una tempesta costringe l’equipaggio a lasciare il pianeta e ad abbandonare il botanico Watney, creduto morto dai compagni. In realtà, l’uomo è vivo e si ingegna per sopravvivere, nella remota speranza di essere tratto in salvo. Ridley Scott, un grande del cinema di fantascienza e non solo, ambienta in uno scenario desolante una riuscita rappresentazione epica di un’odissea, di terre ignote, di un ritorno a casa. Ben interpretato, curato nei dettagli scientifici, poco enfatico, coinvolgente. “Sicario”, di Denis Villeneuve. L’Fbi, dopo la scoperta di decine di cadaveri in un’operazione contro il narcotraffico messicano, invia la giovane agente Kate lungo il confine a indagare: sarà un’autentica discesa negli inferi. Notevole film ad alto tasso di azione, di violenza, privo di pietà, intenso ma allo stesso tempo capace di scandagliare gli animi e di denunciare anche l’opportunismo sprezzante degli americani quando si tratta di tenere sotto controllo denaro e vite altrui. Bella fotografia per un affresco di grande impatto e ottimo cast. “Inside out”, di Peter Docter. L’undicenne Rilye è alle prese con una famiglia quasi perfetta, un trasloco e alcune voci-personaggi.emozioni con cui convive: Gioia, Rabbia, Paura,Tristezza. Grande colpo della Pixar-Walt Disney, con un “cartone” di assoluta qualità adatto anche al pubblico adulto; in grado di commuovere e di offrire ripetuti spunti di riflessioni, E dove con un certo coraggio “controcorrente” viene destinata importanza anche alla tristezza come percorso di formazione e di crescita. “The lobster”, di Yorgos Lanthimos. In n mondo futuro i single, superata una certa età – vengono deportati in un grande hotel e obbligati a cercare un partner, altrimenti con un processo di regressione verranno trasformati in animali. Bella metafora sulla violenza psicologica della società, sull’obbligo di attenersi alle regole e sull’ineluttabile scorrere del tempo, supportata da un’atmosfera grottesca e a tratti paradossale.

 

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