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ott 30 2015

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino Città”

mustang foto(Antonio Infuso). Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “Tutto può accadere a Broadway”, di Peter Bodganovich. Un regista teatrale approdato nella Grande Mela, cerca di salvare le ragazze che si prostituiscono; una di queste vuole diventare attrice .Scritto vent’anni fa e diretto da una delle ultime icone di Hollywood, Peter Bodganovich, il film si dipana come una bella bella commedia di buon ritmo, tra equivoci e nostalgia, tra speranze e ironia. Ottimo cast di attori che, in un clima quasi alleniano, danno vita a personaggi dalla molte sfacettatura. “La legge del mercato”, di Stephane Brizé. Thierry, disoccupato, sposato e un figlio disabile è alla ricerca di un lavoro. Dopo molte umiliazioni viene assunto come sorvegliante in un supermercato dove scoprirà un mondo di disperato disposta a furtarelli pur di mangiare. Bel film di denuncia sociale con alcuni attori presi dalla vita nelle loro vere professioni; la pellicola affronta con semplicità e incisività i temi della iniquità sociale e di sistema economico stritolatore e creatore di nuovi poveri. Si devono aprire gli occhi per decidere da che parte stare in un mondo senza pietà. “Mustang”, di Deniz Gamse Erguven. Nel nord della Turchia, iniziano le vacanze scolastiche e cinque sorelle vanno a giocare con i loro amici maschi sulla spiaggia. E’ scandalo: visite mediche, niente internet e telefonini e reclusione fino a matrimoni combinati. Gran bel film d’esordio che con tocco lieve, intelligente e quasi da cinema francese – ma con un’eco di Sophie Coppola (“Il giardino delle vergini suicide”) – delinea bellissime figure femminile e la terribile repressione e di una società (quella turca del dittatore Erdogan) che sembra ancora molto lontana dall’affrancamento culturale, dalla libertà e dalla parità di genere. “Suburra”, di Stefano Sollima. Un primo ministro e un Papa dimissionari, una sette giorni “romana” tra speculazione edilizia, faccendieri, criminali, zingari e cortigiane. Con grande passione, ritmo e una regia quasi impeccabile, Stefano Sollima (figlio d’arte) rilegge il testo di De Cataldo e Bonini e restituisce al pubblico uno spaccato dell’Italia moderna e del sottobosco di “Roma Capitale”. Ottimo cast, cura estetica e bella fotografia.“Io e lei”, di Maria Sole Tognazzi. L’ex attrice, ora imprenditrice, Marina, e l’architetto Federica, separata e madre di un figlio ormai adulto, fanno coppia da cinque anni. Il passato di una delle due donne fa capolino nel loro menage. Buona commedia metropolitana dove la dimensione omosessuale viene narrata senza stereotipi, complice una sceneggiatura di ottimo livello e anche divertente. “Sopravvissuto – The martian”, di Ridley Scott. Durante la missione “Ares 3” su Marte, una tempesta costringe l’equipaggio a lasciare il pianeta e ad abbandonare il botanico Watney, creduto morto dai compagni. In realtà, l’uomo è vivo e si ingegna per sopravvivere, nella remota speranza di essere tratto in salvo. Ridley Scott, un grande del cinema di fantascienza e non solo, ambienta in uno scenario desolante una riuscita rappresentazione epica di un’odissea, di terre ignote, di un ritorno a casa. Ben interpretato, curato nei dettagli scientifici, poco enfatico, coinvolgente. “Sicario”, di Denis Villeneuve. L’Fbi, dopo la scoperta di decine di cadaveri in un’operazione contro il narcotraffico messicano, invia la giovane agente Kate lungo il confine a indagare: sarà un’autentica discesa negli inferi. Notevole film ad alto tasso di azione, di violenza, privo di pietà, intenso ma allo stesso tempo capace di scandagliare gli animi e di denunciare anche l’opportunismo sprezzante degli americani quando si tratta di tenere sotto controllo denaro e vite altrui. Bella fotografia per un affresco di grande impatto e ottimo cast. “Inside out”, di Peter Docter. L’undicenne Rilye è alle prese con una famiglia quasi perfetta, un trasloco e alcune voci-personaggi.emozioni con cui convive: Gioia, Rabbia, Paura,Tristezza. Grande colpo della Pixar-Walt Disney, con un “cartone” di assoluta qualità adatto anche al pubblico adulto; in grado di commuovere e di offrire ripetuti spunti di riflessioni, E dove con un certo coraggio “controcorrente” viene destinata importanza anche alla tristezza come percorso di formazione e di crescita. “The lobster”, di Yorgos Lanthimos. In n mondo futuro i single, superata una certa età – vengono deportati in un grande hotel e obbligati a cercare un partner, altrimenti con un processo di regressione verranno trasformati in animali. Bella metafora sulla violenza psicologica della società, sull’obbligo di attenersi alle regole e sull’ineluttabile scorrere del tempo, supportata da un’atmosfera grottesca e a tratti paradossale. “Padre e figlie”, di Gabriele Muccino. Pittsburg, anni ’80: uno scrittore cerca di risollevarsi dalla depressione per la perdita della moglie e per prendersi cura della figlia; Pittsburg, oggi: la figlia, ora adulta ma segnata da un’infanzia difficile, fatica a costruirsi una vita affettiva. Su due piani temporali si sviluppa il quarto film americano di Muccino che conferma il suo mestiere, le sue qualità e, senza essere troppo melodrammatico, scruta con sensibilità e sobrietà i territori sele emozioni umane aiutato dalla bravura degli attori.

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