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ott 16 2015

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino Città”

suburra foto(Antonio Infuso). Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “Suburra”, di Stefano Sollima. Un primo ministro e un Papa dimissionari, una sette giorni “romana” tra speculazione edilizia, faccendieri, criminali, zingari e cortigiane. Con grande passione, ritmo e una regia quasi impeccabile, Stefano Sollima (figlio d’arte) rilegge il testo di De Cataldo e Bonini e restituisce al pubblico uno spaccato dell’Italia moderna e del sottobosco di “Roma Capitale”. Ottimo cast, cura estetica e bella fotografia. “The lobster”, di Yorgos Lanthimos. In n mondo futuro i single, superata una certa età – vengono deportati in un grande hotel e obbligati a cercare un partner, altrimenti con un processo di regressione verranno trasformati in animali. Bella metafora sulla violenza psicologica della società, sull’obbligo di attenersi alle regole e sull’ineluttabile scorrere del tempo, supportata da un’atmosfera grottesca e a tratti paradossale “Black mass”, di Scott Cooper. La storia vera di un un gangster bostoniano, Jimmy Bulger, delle sue amicizie, anche con l’Fbi, e dei suoi crimini. Film a suo modo raffinato dal punto di vista formale, che riesce a non subire eccessivamente l’influenza di tanto cinema gangsteristico-mafioso che lo ha preceduto (Coppola e Scorsese) o televisivo (Soprano). Ottime ambientazioni, personaggi ben delineati e un irriconoscibile e istrionico Johhny Depp. “Life”, di Antonio Corbijn. Il fotografo Dennis incontra , durante un party, l’astro nascente del cinema James Dean. Farà su di lui un servizio per la rivista “Life”. Storia di ambizioni e amicizia, in cui lo sguardo assume un ruolo predominante. Tra Actor’s Studio, sigarette, sbalzi di umore, notti infinite, il percorso intenso e breve del “rebel without a cause” per eccellenza, deceduto 60 anni fa, alla guida della sua Porsche. “Io e lei”, di Maria Sole Tognazzi. L’ex attrice, ora imprenditrice, Marina, e l’architetto Federica, separata e madre di un figlio ormai adulto, fanno coppia da cinque anni. Il passato di una delle due donne fa capolino nel loro menage. Buona commedia metropolitana dove la dimensione omosessuale viene narrata senza stereotipi, complice una sceneggiatura di ottimo livello e anche divertente. “Sopravvissuto – The martian”, di Ridley Scott. Durante la missione “Ares 3” su Marte, una tempesta costringe l’equipaggio a lasciare il pianeta e ad abbandonare il botanico Watney, creduto morto dai compagni. In realtà, l’uomo è vivo e si ingegna per sopravvivere, nella remota speranza di essere tratto in salvo. Ridley Scott, un grande del cinema di fantascienza e non solo, ambienta in uno scenario desolante una riuscita rappresentazione epica di un’odissea, di terre ignote, di un ritorno a casa. Ben interpretato, curato nei dettagli scientifici, poco enfatico, coinvolgente. “Padre e figlie”, di Gabriele Muccino. Pittsburg, anni ’80: uno scrittore cerca di risollevarsi dalla depressione per la perdita della moglie e per prendersi cura della figlia; Pittsburg, oggi: la figlia, ora adulta ma segnata da un’infanzia difficile, fatica a costruirsi una vita affettiva. Su due piani temporali si sviluppa il quarto film americano di Muccino che conferma il suo mestiere, le sue qualità e, senza essere troppo melodrammatico, scruta con sensibilità e sobrietà i territori sele emozioni umane aiutato dalla bravura degli attori. “Inside out”, di Peter Docter. L’undicenne Rilye è alle prese con una famiglia quasi perfetta, un trasloco e alcune voci-personaggi.emozioni con cui convive: Gioia, Rabbia, Paura,Tristezza. Grande colpo della Pixar-Walt Disney, con un “cartone” di assoluta qualità adatto anche al pubblico adulto; in grado di commuovere e di offrire ripetuti spunti di riflessioni, E dove con un certo coraggio “controcorrente” viene destinata importanza anche alla tristezza come percorso di formazione e di crescita.

 

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