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ago 28 2015

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino Città”

taxi(Antonio Infuso). Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “Taxi Teheran”, di Jafar Panahi. In una Teheran caotica, il regista Pahami monta una telecamera nascosta su un taxidi cui è conducente e filma un collage di storie semplici e drammatiche. Orso d’Oro a Berlino, il documentario è stato un escamotage del regista per aggirare le maglie della censura del regime. Il regista è abile nel gestire la realtà quotidiana iraniana, con un tocco lieve, realistico e anche con i tratti della commedia. Ne esce un ritratto notevole, coraggioso e amaro di un paese senza libertà e di tante esistenze devastate dalla disumanità della repressione. “Mirafiori Lunapark”, di Stefano Polito. Al posto di un capannone del leggendario stabilimento di Fiat Mirafiori i “padroni” intendono costruire un campo da golf. Ma tre ex-operai – Carlo, Franco e Delfino – combattono per concretizzare un piccolo grande sogno ai confini del ludico: costruire un luna-park. Nella speranza, insieme ai nipoti, di recuperare la storia, la mitologia, le battaglie, le speranze e i sogni infranti di un’epoca ormai perduta e di un quartiere che declina verso la decadenza. Una pellicola che, al di là della dimensione storica e sociale, percorre i sentieri dei ricordi, della nostalgia e di un tempo andato. Un tempo con cui, in qualche modo, occorre fare i conti, ma che è ormai frammentato e destrutturato dalla dimensione della revisione culturale e della “caduta” dei valori. Forse, il finale, non lontano dall’italico “tarallucci e vino”, e talune debolezze narrative tolgono forza al progetto “Mission impossible – Rouge nation”, di Christopher MacQuarrie. Quinta missione per il super-agente Ethan Hunt che, questa volta, deve affrontare il Sindacato, un’organizzazione terroristica internazionale mentre la Cia vuole chiudere la sua sezione. Capitolo più che riuscito tra inseguimenti, annegamenti e voli appesi a un areo. Azione, effetti speciali, romance e ironia. “Ex-machina”, di Alex Garland. L’informatico Caleb vince un soggiorno nelle mitica residenza del suo datore di lavoro (ideatore di un potentissimo motore di ricerca). In quel luogo lontano dal mondo dovrà verificare le capacità senzienti di una macchina dalle sensuali sembianze umane femminili. Tratto da un racconto gotico di fine ottocento, il film deve molto al cinema classico di fantascienza ma allo stesso tempo declina su dimensioni più psicologiche e filosofiche. Tre intelligenze si sfidano sul paino della parola, della manipolazione, dell’astuzia e del desiderio di vivere. Belle sequenze ottima ambientazione, bravi attori. Pellicola riuscita. “Fuochi d’artificio in pieno giorno”, di Yian Diao. Nel nord della Cina, un detective indaga su un delitto sanguinario: un cadavere ridotto i brandelli. Da quel momento la su carriera va in pezzi: diventa alcolista e lavora gonme guardai privata: Ma cinque anni dopo si ripetono omicidi con lo steso modus-operandi. Orso d’Oro all’ultimo festival di Berlino. Bel noir che deve qualcosa ai fratelli Cohen e con tutti i topoi del genere. Molto violento, intenso, torbido, caotico e con una sensazione di fine incombente. Da vedere.

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