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mar 22 2013

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino Città”

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end.  “Il figlio dell’altra”, di Lorraine Devy; un giovane israeliano scopre che i suoi genitori biologici sono palestinesi, c’è stato uno scambio di neonati; le due famiglie si incontrano: metafora sui muri, sui confini, sui pregiudizi e sui conflitti, il film restituisce il quotidiano di quella terra in modo sensibile, doloroso ma intriso di speranza.  “La cuoca del Presidente”, commedia di Christian Vincent; Hortense, apprezzata cuoca di provincia, viene nominata cuoca del Presidente; anni dopo cucina per gli operai ai confini del mondo, al Polo Sud; i ricordi riaffiorano: tratto da una storia vera, il film sceglie la linea della leggerezza e del sorriso, dei profumi e della nostalgia per ricomporre – come in cucina – il senso della vita. “La scelta di Barbara”, di Harmory Korine. Orso d’Oro al Festival di Berlino; nella  Germania Est del 1980, Barbara vorrebbe espatriare ma viene mandata in un ospedale sperduto, progetta però la fuga: emozionante e duro, tra ansia di libertà e amore.  “Viva la libertà”, di Roberto Andò: un leader di partito decide di sparire dalla circolazione e va a Parigi; in Italia viene sostituto dal fratello gemello; tratto dal romanzo “Il treno vuoto”, è un film di notevole bellezza, intensità e gentilezza del tocco, completato da un bel cast di attori. “Il lato positivo”, di David O’Russell.; due esistenze border-line si incontrano; lui è in cura psichiatrica per aver picchiato l’amante della moglie, lei è in depressione per la morte del marito: riuscito, equilibrato, anche temerario e ardito nel suo sviluppo tra dramma e commedia. “Upside down”, film fantasy del bravo Juan Digeo Solanas; Adam vive nel “mondo sotto” mentre Eden appartiene al “mondo sopra”, gli abitanti dei due mondi non possono incontrasi ma loro si innamorano: bellissima ambientazione, fortemente simbolico e con qualche eco langhiano (“Metropolis”). “Educazione siberiana”, di Gabriele  Salvatores, tratto dal famoso romanzo di Nicolai Lilin; la storia di due giovani cresciuti nella cultura criminale – a suo modo etica – del loro piccolo villaggio, ma l’aria dell’Ovest giunge in quelle terre lontane e fredde: storia di amicizia e speranza, delusioni e violenza, dolcezza e disorientamento; diretto benissimo dalle sapienti  mani di Salvatores, il film – bello – segnala qualche limite in una sceneggiatura un po’ didascalica e lontana dal pathos del romanzo. “Anna Karenina”, di Joe Wright, dal libro di Tolstoj, il sogno d’amore di una donna sposata  che si invaghisce di un nobile: trasposizione fedele al testo originale, riadattata su un forma tipicamente  teatrale e ben interpretato. C’è ancora il film di Giuseppe Tornatore “La migliore offerta”: a un solitario banditore ed esperto d’arte viene commissionata la valutazione di un patrimonio di famiglia da una donna misteriosa; ben girato e interpretato, un’intensa e crudele metafora su verità e finzione, su amore e tradimento, su speranza e delusione; notevole. Antonio Infuso

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