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ott 18 2013

Week end al cinema: i consigli di Nichelino Città

 

(Antonio Infuso). Ecco i consigli cinematografici  di “Nichelino città” per il week-end.  “Gloria”, di Sebastian Lelio,  A Santiago, una donna divorziata, due figli  ormai adulti, trascorre le notti nei locali da ballo, sperando di trovare la luce dell’amore; incontra Rodoflfo. Premiato a Berlino, il film tratteggia il  ritratto di donna – già  amatura ma con lampi adolescenziali –  con onestà e disarmante sensibilità. Intenso, giocato sulle sottrazioni, si sviluppa con naturalezza e grazia lungo i territori della vita. Ottima sceneggiatura, grande interpretazione di Paulina Garcia. “Giovani ribelli”, di John Krokidas: New York, 1944, Ginsberg, Alten e Kerouac – i futuri eroi della Beat Generaton – si incontrano, si scontrano e si amano, sperimentano la vita fino ai  territori estremi; spaccato che anticipa il volo  “On the road”, con atmosfere quasi noir, ambigue e allucinogene capace di restituire, in parte,  la dimensioni oniriche e anarchiche dei protagonisti di una rivoluzione  culturale. “Cose nostre – Malavita”, di Luc Besson. Un capo-clan italo-americano pentito, spacciandosi per scrittore, si rifugia con la famiglia in Normandia e ovviamente si scontra con una cultura francese di campagna a lui estranea; ma i killer li rintracciano. Black-comedy violenta e a tratti parodistica e divertente e sostenuta dalle interpretazioni  di Robert De Niro e Michelle Pfeiffer.  “Il cacciatore di donne”, di Scott Walker.  Alaska, Il detective Holcombe, pronto per la pensione, deve seguire il caso di giovani donne, rapite, incatenate, stuprate e uccise Tratto da fatti realmente accaduti, il film decolla in modo secco, duro e incalzante per poi allentare la perse sulla spettatore; ottimi attori e affascinante ambientazione. “Rush” di Ron Howard, racconta le stagioni in Formula 1 che videro la leggendaria rivalità tra due miti dell’automobilismo: Nicki Lauda e James Hunt, due modi diversi di essere protagonisti e professionisti; come sempre impeccabile la regia di Howard per un film equilibrato, con grandi riprese, emozionante e evocativo  “Anni felici”, di Daniele Lucchetti: anni settanta, sotto gli occhi del piccolo Dario si consuma lentamente – fino a sfasciarsi nel tempo di un’estate in Provenza – la relazione fra i suoi genitori: amante della commedia tradizionale italiana, sempre in bilico tra dramma e ironia, e con un una strizzata d’occhio alle atmosfere nouvelle vague, Luchetti realizza un film bello, intimo, struggente e in tempo sfuggente e impalpabile. “Gravity”, di Alfonso Cuaron: gli astronauti Sandra Bullock e George Clooney, a causa di un incidente, si ritrovano a fluttuare sperduti nello spazio infinito, in quella densa e fredda oscurità squarciata, talvolta, dalla luce del sole; eccezionale nella sua costruzione visiva di notevole fascino e bellezza, inserito in un tempo/spazio altro avvolgente e coinvolgente, il film immerge e cattura gli spettatori. “Via Castellana Bandiera”,di Emma Dante: in una stretta via di Palermo, due automobiliste, Rosa e Samira, giunte da direzioni opposte, con le loro  complesse storie,  si affrontano in un duello che non prevede retromarcia; opera agghiacciante  e tragica che diventa metafora di un società bloccata e  incapace di trovare una strada se non quella della collisione. “Sacro Gra”, di Gianfranco Rosi e vincitore del Leone d’Oro: documentario che, girato in due anni, riprende le vite di alcuni residenti intorno al raccordo anulare: esistenze invisibili, originali, disperate e paradossali allo stesso tempo; una realtà a suo modo mitologica; lo sguardo del regista, senza fronzoli si proietta su un mondo ai margini di tutto.. “Una fragile armonia”, di Yaron Zilberman, l’equilibrio di un famosissimo quartetto d’archi viene, dopo venticinque anni, alterato dalla grave malattia di uno dei suoi componenti; la bella opera prima di Zilberman di sviluppa come una composizione musicale, coinvolgente, intensa, evocativa e anche un po’ ambiziosa. Antonio Infuso

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