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ott 11 2013

Week end al cinema: i consigli di Nichelino Città

 

Ecco i consigli di “Nichelino Città” per un week-end cinematografico.  “Il cacciatore di donne”, di Scott Walker.  Alaska, Il detective Holcombe, pronto per la pensione, deve seguire il caso di giovani donne, rapite, incatenate, stuprate e uccise Tratto da fatti realmente accaduti, il film decolla in modo secco, duro e incalzante per poi allentare la perse sulla spettatore; ottimi attori e affascinante ambientazione. “Rush” di Ron Howard, racconta le stagioni in Formula 1 che videro la leggendaria rivalità tra due miti dell’automobilismo: Nicki Lauda e James Hunt, due modi diversi di essere protagonisti e professionisti; come sempre impeccabile la regia di Howard per un film equilibrato, con grandi riprese, emozionante e evocativo  “Anni felici”, di Daniele Lucchetti: anni settanta, sotto gli occhi del piccolo Dario si consuma lentamente – fino a sfasciarsi nel tempo di un’estate in Provenza – la relazione fra i suoi genitori: amante della commedia tradizionale italiana, sempre in bilico tra dramma e ironia, e con un una strizzata d’occhio alle atmosfere nouvelle vague, Luchetti realizza un film bello, intimo, struggente e in tempo sfuggente e impalpabile. “Gravity”, di Alfonso Cuaron: gli astronauti Sandra Bullock e George Clooney, a causa di un incidente, si ritrovano a fluttuare sperduti nello spazio infinito, in quella densa e fredda oscurità squarciata, talvolta, dalla luce del sole; eccezionale nella sua costruzione visiva di notevole fascino e bellezza, inserito in un tempo/spazio altro avvolgente e coinvolgente, il film immerge e cattura gli spettatori. “Una fragile armonia”, di Yaron Zilberman, l’equilibrio di un famosissimo quartetto d’archi viene, dopo venticinque anni, alterato dalla grave malattia di uno dei suoi componenti; la bella opera prima di Zilberman di sviluppa come una composizione musicale, coinvolgente, intensa, evocativa e anche un po’ ambiziosa. “Via Castellana Bandiera”,di Emma Dante: in una stretta via di Palermo, due automobiliste, Rosa e Samira, giunte da direzioni opposte, con le loro  complesse storie,  si affrontano in un duello che non prevede retromarcia; opera agghiacciante  e tragica che diventa metafora di un società bloccata e  incapace di trovare una strada se non quella della collisione. “Sacro Gra”, di Gianfranco Rosi e vincitore del Leone d’Oro: documentario che, girato in due anni, riprende le vite di alcuni residenti intorno al raccordo anulare: esistenze invisibili, originali, disperate e paradossali allo stesso tempo; una realtà a suo modo mitologica; lo sguardo del regista, senza fronzoli si proietta su un mondo ai margini di tutto.. Antonio Infuso

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