«

»

ott 04 2013

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino città”

 

Ecco i consigli di “Nichelino Città” per un week-end cinematografico.  “Anni felici”, di Daniele Lucchetti: anni settanta, sotto gli occhi del piccolo Dario si consuma lentamente – fino a sfasciarsi nel tempo di un’estate in Provenza – la relazione fra i suoi genitori: amante della commedia tradizionale italiana, sempre in bilico tra dramma e ironia, e con un una strizzata d’occhio alle atmosfere nouvelle vague, Luchetti realizza un film bello, intimo, struggente e in tempo sfuggente e impalpabile. “Gravity”, di Alfonso Cuaron: gli astronauti Sandra Bullock e George Clooney, a causa di un incidente, si ritrovano a fluttuare sperduti nello spazio infinito, in quella densa e fredda oscurità squarciata, talvolta, dalla luce del sole; eccezionale nella sua costruzione visiva di notevole fascino e bellezza, inserito in un tempo/spazio altro avvolgente e coinvolgente, il film immerge e cattura gli spettatori “Redemption”, di Steven Knight, fuggito da un ospedale militare, Joey Smith, reduce dell’Afghanistan, vive tra le strade di Londra e si appropria dell’identità di un uomo ricco; opera di notevole densità emotiva, tra thriller e denuncia sociale, action-movie e melodramma, sullo sfondo di una città da incubo e dolente. “Una fragile armonia”, di Yaron Zilberman, l’equilibrio di un famosissimo quartetto d’archi viene, dopo venticinque anni, alterato dalla grave malattia di uno dei suoi componenti; la bella opera prima di Zilberman di sviluppa come una composizione musicale, coinvolgente, intensa, evocativa e anche un po’ ambiziosa. “Via Castellana Bandiera”,di Emma Dante: in una stretta via di Palermo, due automobiliste, Rosa e Samira, giunte da direzioni opposte, con le loro  complesse storie,  si affrontano in un duello che non prevede retromarcia; opera agghiacciante  e tragica che diventa metafora di un società bloccata e  incapace di trovare una strada se non quella della collisione. “Sacro Gra”, di Gianfranco Rosi e vincitore del Leone d’Oro: documentario che, girato in due anni, riprende le vite di alcuni residenti intorno al raccordo anulare: esistenze invisibili, originali, disperate e paradossali allo stesso tempo; una realtà a suo modo mitologica; lo sguardo del regista, senza fronzoli si proietta su un mondo ai margini di tutto.  “L’intrepido”, di Gianni Amelio: Antonio, uomo solitario e onesto,  cerca di sopravvivere con saltuari, e talvolta assurdi, lavoretti di “rimpiazzo” in un mondo senza pietà e con poche speranze per i giovani; un ottimo Albanese per una pellicola attuale, attenta, dal realismo quasi tragico e amaro, ben diretto ma con qualche lieve appannamento. “La religiosa”, di G. Nicloux: nella Francia di fine ‘700, la giovane Suzanne, figlia illegittima,, viene mandata in convento, contro la sua volontà; tratto dal romanzo di Diderot e già rivisitato al cinema da Rivette e Grulat, il film è intenso drammatico, a tratti crudele, disarmante;e con una brava Isabelle Huppert.  “Una canzone per Marion”, di Paul A. Williams: Marion possiede ancora il piacere di vivere e canta anche in un coro, il marito è un anziano scontroso e burbero; buon film “geriatrico” sul tempo che scorre, la vita che sfugge e sulla malattia, con una grande cast di attore (Terence stamp, Vanessa Redgrave e Gemam Arterton). “Sotto assedio”, di Roland Emmerich: Washington, un gruppo di terroristi si impossessa delle Casa Bianca, mietendo vittime,  ma la  giovane aspirante-agente Cale è rimasta nascosta; ennesima pellicola sull’assedio al simbolo del potere americano, il film possiede un buon ritmo ma non esce di binari di una tradizione un po’ scontata e retorica. Antonio Infuso

Switch to our mobile site