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set 06 2013

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino Città”

 

Con settembre arrivano le prime vere novità cinematografiche.  Direttamente da Venezia “L’intrepido”, di Gianni Amelio: Antonio, uomo solitario e onesto,  cerca di sopravvivere con saltuari, e talvolta assurdi, lavoretti di “rimpiazzo” in un mondo senza pietà e con poche speranze per i giovani; un ottimo Albanese per una pellicola attuale, attenta, dal realismo quasi tragico e amaro, ben diretto ma con qualche lieve appannamento. “La religiosa”, di G. Nicloux: nella Francia di fine ‘700, la giovane Suzanne, figlia illegittima,, viene mandata in convento, contro la sua volontà; tratto dal romanzo di Diderot e già rivisitato al cinema da Rivette e Grulat, il film è intesno drammatico, a tratti crudele, disarmante;e con uan brava Isabelle Huppert.  “Una canzone per Marion”, di Paul A. Williams: Marion possiede ancora il piacere di vivere e canta anche in un coro, il marito è un anziano scontroso e burbero; buon film “geriatrico” sul tempo che scorre, la vita che sfugge e sulla malattia, con una grande cast di attore (Terence stamp, Vanessa Redgrave e Gemam Arterton). “Infanzia clandestina”, di Benjamin Avila: in argentina, sotto il regime militare, il piccolo Juan torna a Buenos Aires, i genitori combattono al dittatura, lui si nasconde; autobiografico, la resistenza alla regime e al vita partigiana visto con gli occhi un bambino, tra tragedia e risate, dolore e incredulità,  tra innocenza e paura, regia non invadente per un film esemplare. “In another country”, di Hong Sang-soo: una sceneggiatrice durante una vacanza in estremo oriente, decide di scrivere  tre storie diverse per una sola protagonista; ironico sugli stereotipi di vita coreani, delicato e surreale, accattivante, nonché atto grande atto d’amore nei confronti del cinema francese. “La variabile umana”, di Bruno Oliviero: un imprenditore viene ucciso, il disilluso ispettore Monaco indaga, mentre sua figlia viene arrestata; riuscito noir ambientato a Milano – tra decadenza e perversione, tradimenti e inganni – che diventa metafora per radiografare quanto si annida all’interno delle famiglie.  “In trance”, di Danny Boyle: Simon, talpa all’interno di una casa d’aste, con la sua banda ruba un quadro dal valore inestimabile, subisce un colpo alla testa che gli provoca un’amnesia, i compagn si rivolgono a un ipnotista; dal regista di “Trainspotting” e “The millionaire”, un film incalzante, teso, ben diretto ma forse troppo contorto.  “Now you see me – I maghi del crimine”, di Louis Leterrier: un gruppo di criminali/artisti specializzati (prestigiatore, illusionista, ipnotista e borseggiatore) realizza colpi clamorosi e rocamboleschi e finisce nel mirino dei federali; godibile, ottimo cast, bel ritmo e intrigante. Antonio Infuso

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