«

»

nov 20 2015

Week end al cinema e Torino Film Festival

tff(Antonio Infuso). Intense giornate dedicate alla settima arte a Torino con la XXXIII edizione di Torino Film Festival (da 20 al 28 novembre), una delle più importanti rassegne mondiali di cinema emergente, alternativo e d’autore. 250 titoli in programmazione al Massimo, al Reposi e al Lux. La retrospettiva, “Cose che verranno”, sarà quest’anno dedicata alla fantascienza con alcune pellicole rare. Ma ecco la programmazione nelle altre sale. “Bella e perduta”, di Pietro Marcello. Il pastore Tommaso Cestrone, conosciuto come l’Angelo del Carditello, funge da custode all’omonima residenza borbonica, dalle parti di una gigantesca discarica abusiva. Tommaso muore e dal paradiso vien inviato Pulcinella a prendersi cura di Sarchiapone, il bufalo parlante amico del pastore. Ambientato nella “terra dei fuochi” il bel film di Tommaso (regista già vincitore di un Torino Film Festival) si dipana tra realtà e mito, tra lirismo e denuncia, tra documentario e fantasy, per raccontare una parte tragica dell’Italia. “Dobbiamo parlare”, di Sergio Rubini. Una note in salotto borghese romano, un quartetto di amici una coppia in crisi e una coppia innamorata; quest’ultima viene coinvolta nella ed entra a sua volta nella spirale dei dubbi e recriminazioni. Contesto visto molo spesso al cinema (basti citare il solo “Carnage”) ma affrontato dal mestierante Rubini con una tipicità italiana che rende al pellicola teatralmente riuscita e ricca di ironia disperazione e sfumature. “Il segreto dei suoi occhi”, di Billy Ray. Los Angeles, da13 anni che Ray, ex-Fbi, è sulle tracce del delinquente che ha stuprato e ucciso la figlia della sua collega Jess; la caccia si incrocia e si sovrappone alla guerra al terrorismo islamico iniziata subito dopo l’11 settembre. Remake di n belilssimo, e vincitore di un Oscar, film dell’argentino Campanella, la versione americana tende a scandagliare le paranoie della modernità, mantenendo toni noir in una Los Angeles cupa e disperata. “45 anni”, di Andrew Haigh. Nel Norfolk, Kate e Geoff si apprestano a festeggiare i 45 anni di matrimonio quando giunge la notizia che in un ghiacciaio svizzero viene ritrovato il cadavere di una giovane donna a suo tempo amata da Geoff. L’equilibrio della coppia traballa, lui è preso dai ricordi e da lampi di passione giovanile; lei si chiede quanto vero sia stato il loro amore. Grandissima coppia d’ attori (Charlotte Rampling e Tom Courtenay), colonna sonora evocativa e nostalgica, per un intenso film sul futuro mancato, sui sentimenti dimessi, sulla quotidianità della terza età, sul fuoco di amori spenti e di cui rimane solo il fumo negli occhi, come nella canzone. “Spectre – 007”, di Sam Mendes. L’agente James Bond, sventa un attentato, uccide un componete della Spectre, viene congedato ma non molla la sua missione: colpire il cuore dell’organizzazione anche se questo lo costringe a ripercorrere il suo passato. Ventiquattresima “puntata” su 007, girato tra Città del Messico, Roma. Marocco e Austria, il film diretto dal bravo Mendes possiede ritmo, azione ed effetti speciali. Allo stesso tempo, tende a un’esplorazione più complessa e psicologica nel mito di Bond, con una sorta di confronto/lacerazione tra il passato “analogico” e il presente “digitale”, metafora – a suo modo – anche del “fare cinema”. “La legge del mercato”, di Stephane Brizé. Thierry, disoccupato, sposato e un figlio disabile è alla ricerca di un lavoro. Dopo molte umiliazioni viene assunto come sorvegliante in un supermercato dove scoprirà un mondo di disperato disposta a furtarelli pur di mangiare. Bel film di denuncia sociale con alcuni attori presi dalla vita nelle loro vere professioni; la pellicola affronta con semplicità e incisività i temi della iniquità sociale e di sistema economico stritolatore e creatore di nuovi poveri. Si devono aprire gli occhi per decidere da che parte stare in un mondo senza pietà. “Mustang”, di Deniz Gamse Erguven. Nel nord della Turchia, iniziano le vacanze scolastiche e cinque sorelle vanno a giocare con i loro amici maschi sulla spiaggia. E’ scandalo: visite mediche, niente internet e telefonini e reclusione fino a matrimoni combinati. Gran bel film d’esordio che con tocco lieve, intelligente e quasi da cinema francese – ma con un’eco di Sophie Coppola (“Il giardino delle vergini suicide”) – delinea bellissime figure femminile e la terribile repressione e di una società (quella turca del dittatore Erdogan) che sembra ancora molto lontana dall’affrancamento culturale, dalla libertà e dalla parità di genere. “Sopravvissuto – The martian”, di Ridley Scott. Durante la missione “Ares 3” su Marte, una tempesta costringe l’equipaggio a lasciare il pianeta e ad abbandonare il botanico Watney, creduto morto dai compagni. In realtà, l’uomo è vivo e si ingegna per sopravvivere, nella remota speranza di essere tratto in salvo. Ridley Scott, un grande del cinema di fantascienza e non solo, ambienta in uno scenario desolante una riuscita rappresentazione epica di un’odissea, di terre ignote, di un ritorno a casa. Ben interpretato, curato nei dettagli scientifici, poco enfatico, coinvolgente.

Switch to our mobile site