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dic 14 2012

Week end al cinema

Arrivano le feste natalizie e nelle sale cinematografiche irrompono soprattutto fantasy e divertimento. “Lo Hobbit”, di Peter Jackson (già regista del “Signore degli Anelli”): alla ricerca di un tesoro, custodito da un terribile drago, si muovono nani e maghi; tratto da Tolkien, godibilissimo. “Moonrise Kingdom”, di Wes Anderson,: in un’estate di cinquant’anni fa, i due dodicenni Suzy e Sam si innamorano e fuggono nella foresta, gettando nello scompiglio famiglie e agenti: avventuroso e divertente. “La parte degli angeli”, del bravo Ken Loach in una versione insolitamente scanzonata: spesso dedito al teppismo, il giovane Robbie diventa padre e decide di mettere la testa a posto grazie al… whisky: film riuscito e in grande equilibrio tra dramma e sorriso.  “La bicicletta verde”, di Haifa Al Manosur: l’adolescente Wadida ha un sogno: comprare una bicicletta; primo film dell’Arabia Saudita diretto da  una donna, una metafora sull’oppressione. “Grandi speranze”, di Mike Newell, tratto da Dickens, scrittore che già pensava al cinema senza conoscerlo: il giovane orfano Pip finisce in un castello e si innamora; grandi interpreti e ambientazioni. “Rubi Sparks”, di J. Dayton e V. Faris: uno scrittore in crisi creativa  sogna un personaggio femminile che poi si materializza; cmmeedia amara con alcune tinte romantiche e ironiche “Di nuovo in gioco”, di Robert Lorenz, con Clint Eatswood, regista di assoluta qualità ma qui solo come attore/produttore; Gus, un anziano talent-scout del baseball non si rassegna alla “rottamazione” e inizia una nuova avventura, riconciliandosi anche con la figlia; un’icona del cinema per un pellicola piacevole  ma leggermente al di sotto delle attese. Tratto da una storia vera, “Argo”, di e con Ben Affleck: al tempo della rivoluzione di Khomeini, la Cia deve escogitare un piano per liberare i diplomatici americani: suspense, realismo, lucidità d’analisi e ottime interpretazioni per un film ben orchestrato.  “Il sospetto”, di Thomas Vinteberm uno dei padri del “Dogma” danese: un insegnante viene accusato da una bambina di moleste sessuali, e l’intera comunità si scatena contro l’uomo; film ossessivo e crudele, ben interpretato. “Venuto al mondo”, di Sergio Castellito, tratto da un racconto di Margeret Mazzantini e con Penelope Cruz; a Sarajevo, torna Gemma sui luoghi del conflitto e che videro la sua storia d’amore con Diego; una trama di passione e crudeltà rappresentata con un piglio asciutto. Antonio Infuso

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