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feb 15 2013

Week end al cinema

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. “Viva la libertà”, di Roberto Andò: un leader di partito decide di sparire dalla circolazione e va a Parigi; in Italia viene sostituto dal fratello gemello; tratto dal romanzo “Il treno vuoto”, è un film di notevole bellezza, intensità e gentilezza del tocco, completato da un bel cast di attori. “Broken city”: il sindaco di New York  ingaggia un detective per controllare lo moglie fedigrafa; un thriller oscuro, sulla scia stilistica di Ellroy, ottimamente interpretato ma con qualche incertezza. “Zero Dark Thirty” della sempre brava Cathryn Bigelow: un decennio sulle tracce di Bin Laden da parte dell’abile agente Maya; ben ricostruito, attento alle dimensioni  psicologiche, sostenuto da un grande ritmo nella scrittura e nel montaggio. “Les Miserables”, il notevole musical diretto da Tom Hooper e tratto dal romanzo di Victor Hugo: il destino di Jean Valjean, tra prigionia, libertà, redenzione, affetti e rivoluzione; maestria registica e un ottimo cast per un musical  riuscitissimo e che appassionerà. La commedia “A royal week end” di Roger Michell: Roosvelt invita la regina d‘Inghilterra per un fine settimana: a tratti divertente, con una partitura leggera e una rilettura storica poco convenzionale; bravi gli attori. “Django unchained”, il western del geniale Quentin Tarantino: lo schiavo Django viene liberato da un bounty killer e dovranno salvare una donna; poderoso, spettacolare, cast eccezionale, ironico, ben contrappuntato dalla colona sonora, il film di Tarantino è anche un grande omaggio allo “spaghetti-western” italiano, a Leone, al cinema degli sguardi interminabili, dei dettagli, delle atmosfere morriconiane e barocche. “Lincoln”, il nuovo film di Steven Spielberg che ripercorre le vicende del presidente Abramo Lincoln (Daniel Day Lewis) impegnato nella battaglia contro lo schiavismo; intenso, mai didascalico, sincero, un affresco anche spettacolare, un grande film. Quindi, “Quartet”, l’esordio alla regia per Dustin Hoffman: in una casa di riposo per anziani musicisti e cantanti lirici rinasce l’amore tra due ex-coniugi, aiutato dalle atmosfere del “Rigoletto”; grandissimi attori per una pellicola dal leggero ma intelligente tocco registico, con la passione per la musica e i timori del crepuscolo. “Flight” di Robert Zemeckis, un pilota d’aereo con una pazzesca manovra a salvare praticamente tutti i passeggeri; ma poi iniziano i guai; ancora un’ottima prova per Zemeckis che realizza un film emozionante, d’azione ma, allo stesso tempo, piuttosto riflessivo in termini etici. C’è ancora il film di Giuseppe Tornatore “La migliore offerta”: a un solitario banditore ed esperto d’arte viene commissionata la valutazione di un patrimonio di famiglia da una donna misteriosa; ben girato e interpretato, un’intensa e crudele metafora su verità e finzione, su amore e tradimento, su speranza e delusione; notevole. Dagli autori di “Matrix” (Tom Tykwer e Andy e Lana Wachowsky), “La vita di Pi”, del bravo Ang Lee: un ragazzo e una tigre scampano a un naufragio e dovranno collaborare; il respiro della grande avventura per una bella metafora sulla vita, sostenuta da molti effetti speciali. “La bicicletta verde”, di Haifa Al Manosur: l’adolescente Wadida ha un sogno: comprare una bicicletta; primo film dell’Arabia Saudita diretto da  una donna, una metafora sull’oppressione. Antonio Infuso

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