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gen 25 2013

Week end al cinema

Ecco i consigli cinematografici di “Nichelino Città” per il week end. E’ appena uscito “Lincoln”, il nuovo film di Steven Spielberg che ripercorre le vicende del presidente Abramo Lincoln (Daniel Day Lewis) impegnato nella battaglia contro lo schiavismo; intenso, mai didascalico, sincero, un affresco anche spettacolare, un grande film. E poi, “Quartet”, l’esordio alla regia per Dustin Hoffman: in una casa di riposo per anziani musicisti e cantanti lirici rinasce l’amore tra due ex-coniugi, aiutato dalle atmosfere del “Rigoletto”; grandissimi attori per una pellicola dal leggero ma intelligente tocco registico, con la passione per la musica e i timori del crepuscolo. “Flight” di Robert Zemeckis, un pilota d’aereo con una pazzesca manovra a salvare praticamente tutti i passeggeri; ma poi iniziano i guai; ancora un’ottima prova per Zemeckis che realizza un film emozionante, d’azione ma, allo stesso tempo, piuttosto riflessivo in termini etici. “Django unchained”, il western del geniale Quentin Tarantino: lo schiavo Django viene liberato da un bounty killer e dovranno salvare una donna; poderoso, spettacolare, cast eccezionale, ironico, ben contrappuntato dalla colona sonora, il film di Tarantino è anche un grande omaggio allo “spaghetti-western” italiano, il cinema degli sguardi interminabili, dei dettagli, delle atmosfere morriconiane e barocche. “La scoperta dell’alba”, di Susanna Nichiarelli, con al solida accoppiata Margeherita Buy  Sergio Rubini: una dona parla al telefono con se stessa bambina e insegue il padre, obbiettivo de dei terroristi; pellicola intrisa di nostalgia, inserita in tempo sospeso di un mondo imperfetto, tra ricordi, passione politica, evocazioni vintage e sentimenti E poi il film di Giuseppe Tornatore “La migliore offerta”: a un solitario banditore ed esperto d’arte viene commissionata la valutazione di un patrimonio di famiglia da una donna misteriosa: ben girato e interpertato, un’intensa e crudele metafora su verità e finzione, su amore e tardimento, su speranza e delusione; notevole. Dagli autori di “Matrix” (Tom Tykwer e Andy e Lana Wachowsky), “Cloud Atlas”:  un viaggio a ritroso nel tempo lungo circa 5 secoli, seguendo sei diverse vicende; seppur con qualche scivolone, una pellicola di grande impatto visivo, a tratti geniale “La regola del silenzio”, di e con Robert Redford: un giovane giornalista scopre che un noto avvocato è ricercato per terrorismo; thriller intenso, solido e ottimamente interpretato. “La vita di Pi”, del bravo Ang Lee: un ragazzo e una tigre scampano a un naufragio e dovranno collaborare; il respiro della grande avventura per una bella metafora sulla vita, sostenuta da molti effetti speciali  “La parte degli angeli”, del bravo Ken Loach in una versione insolitamente scanzonata: spesso dedito al teppismo, il giovane Robbie diventa padre e decide di mettere la testa a posto grazie al… whisky: film riuscito e in grande equilibrio tra dramma e sorriso.  “La bicicletta verde”, di Haifa Al Manosur: l’adolescente Wadida ha un sogno: comprare una bicicletta; primo film dell’Arabia Saudita diretto da  una donna, una metafora sull’oppressione. Antonio Infuso

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