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ago 23 2013

Week end al cinema: i consigli di “Nichelino città”

 

Ecco le nostre segnalazioni cinematografiche – nelle sale ancora aperte – per l’ultimo week edn di Agosto e in attesa delle grandi usciti di settembre.  “Apache”, opera d’esordio per T. De Pieretti: alcuni adolescenti passano una notte brava in una lussuosa villa e rubano alcuni oggetti; ma il proprietario si rivolge al capo della malavita locale; sorta di romanzo criminale tratto da una storia vera, il riuscito film si sviluppa tra realismo e perdita dell’innocenza, tra divisioni sociali e sogni di rivalsa; notevole il finale. “La notte del giudizio”,  opera d’esordio per James DelMonaco: siamo nel 2022, in una cittadina Usa, una volta all’anno, per 12 ore, tutti i crimini sono leciti e la polizia non interviene; allegorico, pieno di tensione e adrenalinico. “Wolverine”, di James Mangold: Wolverine (Logan) si dirige in Giappone per seguire la sua amante Mariko Yashida ma quando arriva, la scopre sposata con un freddo uomo d’affari e presto si trova in conflitto con il padre di lei e il clan ninja The Hand; tratto dal fumetto Marvel, ricco di effetti  speciali e con un Logan più struggente del solito.  “The Lone Ranger”, di Gore Verbinski: dopo radio, televisione e fumetti, approda al cinema la storia del Ranger John Reed, scampato a un’imboscata con l’aiuto dell’indiano Tonto e di un cavallo bianco e trasformatosi in giustiziere mascherato; nostalgico come il titolo, con risvolti accattivanti, sofisticati, evocativi e con quei grandi spazi che garantiscono la giusta dimensione mitologica. “To the wonder”, del più filosofico dei registi contemporanei, Terrence Malick: a Parigi Neil si innamora di Marina e la porta con sé negli Usa, poi compare una vecchia passione del passato, Jane; amore cercato, contrastato, perduto e respinto, sentimenti che respirano con ritmo della natura, il cinema di Malick conferma la cifra stilistica appartata, dolente, magica, controversa ma affascinante.  “Now you see me – I maghi del crimine”, di Louis Leterrier: un gruppo di criminali/artisti specializzati (prestigiatore, illusionista, ipnotista e borseggiatore) realizza colpi clamorosi e rocamboleschi e finisce nel mirino dei federali; godibile, ottimo cast, bel ritmo e intrigante. “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino: affresco dell’odierna dolce vita capitolina; giornalisti, prelati, politici, dame e intellettuali si incrociano in un’atmosfera decadente per la festa di compleanno di Jeb: a differenza dell’amara simpatia felliniana il bel film di Sorrentino risulta impietoso, stratificato, denso di nubi, tutto teso a tracciare i profili di personaggi apparenti e senza anima; grande, come sempre, la prova di Toni Servillo. Direttamente da Cannes, e tratto dal noto romanzo di Fitztgerald. “Come pietra paziente”, di Atiq Rahimi; Vicino Kabul assiste donna assiste il marito, eroe di guerra, in coma profondo; sarà l’occasione per confessargli grandi dolori e segreti: un’intensa pellicola sulla femminilità negata e sui corpi assenti; originale e ben interpretata. Antonio Infuso

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