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feb 06 2014

Superga: 8/2, “Don Chisciotte”, balletto

 

(Antonio Infuso). Quarto appuntamento per la stagione lirica del Teatro Superga. Sabato 8  febbraio, alle ore 20.30, spazio al balletto con “Don Chisciotte”.Il  recitar cantando in piazzetta Macario proseguirà con  “Il paese dei campanelli” (22/2), “Madama Butterfly” (22/3), e “Elisir d’Amore” (26/4), “Un ballo al Savoy” (17/5). Da anni, ormai, il cartellone del “recitar cantando” registra il “sold out”, connotando il Superga come una vera e propria “Casa della lirica” a livello regionale. La stagione Lirica vede il contributo e il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Platea: Euro 25 – Galleria: Euro 17 – Promozione “Under 30”: Euro 18 (platea) – Euro 14 (galleria).

 

Piazzetta Macario – Nichelino – tel. 011 627.97.89 – e-mail: info@teatrosuperga.it – SITO:  www.teatrosuperga.it

 

 

DON CHISCIOTTE

 

Balletto in un prologo e due atti

 

Libretto di M. Petipa

 

Musica di

 

LUDWIG MINKUS

 

BALLETTO CLASSICO “LILIANA COSI e MARINEL STEFANESCU”

REGIA – COREOGRAFIA:  MARINEL STEFANESCU

 

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

 

DON CHISCIOTTE                                      BRENNO SIMONETTI

 

SANCHO PANZA                                        GABRIELE TOGNI

 

BASIL                                                            REZART STAFA

 

KITRI                                                            BIANCA ASSAD

 

LORENZO                                                    LUCA BASSI

 

GAMACHE                                                   ALESSANDRO GARUTI

 

MERCEDES                                                  COLETTE GASPERINI

 

FIORAIE                                                       ANDREA CALEFFI / MIREI TANAKA

                                              

 

TRAMA

 

Don Chisciotte, un eccentrico gentiluomo di campagna, si ritiene legittimo successore dei cavalieri erranti medievali. Ormai sogna soltanto la sua nobile dama Dulcinea, per la quale combatterà le sue battaglie. I suoi sogni sono però bruscamente interrotti dal suo vicino Sancho Panza, che sta fuggendo dopo aver rubato un pollo, inseguito da alcune serve. Don Chisciotte lo nomina immediatamente suo scudiero e insieme a lui parte per avventure cavalleresche di guerra e amore.

Kitri figlia dell’oste Lorenzo, è alla ricerca del suo innamorato, il barbiere Basilio, che incontra sulla piazza del villaggio. Le loro allegre danze si fermano improvvisamente all’apparire del padre di lei, che vuole costringerla a sposare il nobile e ricco Gamache. Kitri rifiuta decisamente. Nel frattempo sopraggiungono Don Chisciotte e il suo servo Sancho, e Lorenzo offre loro ospitalità nella sua locanda. La gente del villaggio continua a danzare allegramente, prendendo in giro Sancho, finché il padrone non interviene in suo aiuto. Ammirando Kitri, Don Chisciotte ravvisa in lei l’adorata Dulcinea e galantemente le offre il braccio per un minuetto. Al furioso Gamache non rimane altro che partecipare alle danze. Protetti dalla confusione, Kitri e Basilio riescono a fuggire e trovano rifugio in un mulino a vento, dove vengono assaliti dagli zingari, che però si accorgono subito che i due non possiedono niente e spostano la loro attenzione su Lorenzo e Gamache. Gli zingari, intanto, inscenano un pezzo di teatro per marionette nel quale si narra come l’amore di Kitri e Basilio è contrastato dalle trame del padre della giovane e di Gamache. Don Chisciotte accorre in aiuto degli  oppressi e distrugge il teatrino. L’attenzione di Don Chisciotte viene però improvvisamente attratta dal mulino a vento, che la sua fantasia trasforma in un gigante nemico da combattere. Ma le pale del mulino lo gettano a terra. Inoltre viene spaventato dagli zingari, per l’occasione travestiti da mostri, mentre Kitri e Basilio fuggono nuovamente. In stato di semi incoscienza per le ferite riportate, Don Chisciotte sogna di essere trasportato in un giardino incantato, come premio per il suo coraggio e la fedeltà dimostrata. La regina delle Driadi lo conduce da Dulcinea, alla quale egli dichiara il suo amore. Ma la visione svanisce all’improvviso.

Kitri e Basilio, rifugiatisi in una taverna festeggiano, felici, il loro incontro con gli amici, ma sono raggiunti da Lorenzo, Gamache, Don Chisciotte e Sancho Panza. Lorenzo è più che mai deciso a dare sua figlia in sposa a Gamache. Disperato, Basilio tenta di salvare la situazione con un trucco e simula il suicidio, mentre Kitri implora l’aiuto di Don Chisciotte. Questi costringe Lorenzo a benedire i due innamorati, prima che la morte li separi per sempre. Ma appena ricevuta la sospirata benedizione, Basilio svela l’inganno, rialzandosi più vivo che mai. Indignato, Gamache sfida a duello Don Chisciotte, che ritiene responsabile dell’accaduto, ma ne esce sconfitto. Tra i festeggiamenti e il gran finale Don Chisciotte e il suo scudiero ripartono in cerca di nuove avventure.

 

COMPAGNIA BALLETTO CLASSICO L. COSI – M. STEFANESCU

La Compagnia Balletto Classico fin dai suoi inizi porta il nome dei suoi fondatori e protagonisti, Liliana Cosi e Marinel Stefanescu. La sua attività negli anni 1975, 1976  è sporadica ma diventa importante e continuativa già nel 1977, anno ufficiale di fondazione, quando compie la sua prima grande tournée in tutta Italia. Dal 1978 ha fissato la sua sede a Reggio Emilia. Il coreografo è Marinel Stefanescu. Per le scene molte sono state le collaborazioni di artisti come Luzzati,  Vacondio, Chalkidiotis, Gyorgy, ma in particolare Hristofenia Cazacu che ha lavorato stabilmente per molti anni con la Compagnia.

La Compagnia si basa su un repertorio classico, neo-classico e moderno ed è attiva su tutto il territorio italiano  con circa 70 spettacoli all’anno, dalle grandi città ai paesi, sia in teatri lirici che in altri spazi  anche all’aperto o nei palazzetti dello sport.

Sono circa 2000 gli spettacoli rappresentati in più di 400 città italiane e 60 estere. Moltissime le tournée dal Giappone alla Cina, dall’America al Brasile, in Medio Oriente, Russia e in  molte città Europee.

La maggior parte del repertorio della Compagnia è formato da nuove creazioni di Stefanescu su musica sinfonica o originale come nel caso della collaborazione col compositore Adrian Enescu, musiche che hanno ispirato balletti su tematiche nuove e universali. Tra i balletti del repertorio classico vi è “Don Chisciotte” di Minkus, “Coppelia” di  Delibes, “Nozze d’Aurora” di Ciaikovski, “Petrushka” di Stravinski, “Lago dei Cigni” di Ciaikovski, “Raymonda” di Glazounov, “Spartacus” di Kaciaturian, “Risveglio di Flora” di Drigo.

Molti gli appuntamenti di prestigio che hanno messo in rilievo le alte qualità della Compagnia, come nella sede di Ginevra dell’ONU, a Los Angeles per le Colombiadi ‘92, in Vaticano, a Kyoto, e di recente a Graz e a Roma, a San José di Costa Rica per l’VII Festival delle Arti e nel 2004 a Stoccarda per “Insieme per l’Europa” alla Hanns Martin Schleyer Halle, e al IV° International Dans Festival di Istanbul. Di recente sono stati invitati in Marocco, Tunisia e al Festival dedicato a Rudolf Nureyev nella sua città natale e al Teatro dell’Opera di Bucarest.

La Compagnia ha sempre dedicato particolare attenzione al pubblico giovanile organizzando e creando per loro spettacoli e Festivals, in Teatri, Palazzetti dello Sport, Stadi, Teatri Tenda, riuscendo sempre ad affascinare giovani di tutte le età ed estrazioni.

Nel corso degli anni non sono mancati gli spettacoli a sfondo sociale come nelle carceri di massima sicurezza di Opera (MI), per la Casa Circondariale di Forlì e nell’Istituto penitenziale minorile di Bologna e per gli anziani delle Case di Riposo di Roma 2 e di Reggio Emilia. Riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali costellano l’attività di questa Compagnia, la prima in Italia in grado di diffondere capillarmente l’arte del balletto classico coi suoi intrinsechi valori di armonia e bellezza.

 

BIANCA  ASSAD

Di nazionalità brasiliana, nel 2000 si diploma alla “Scuola del balletto del Brasile” di Brasilia. Nel 2000 riceve una borsa di studio per l’Opera di Zurigo e dal 2003 lavora con la Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu ricoprendo ruoli di Solista e anche di Prima Ballerina come in: “Romeo e

Giulietta” di Ciaikovski, “Don Chisciotte” di Minkus, “Raymonda” di Glazounov, “Coppelia” di Delibes, “Patetica” di Ciaikovski, “Concerto” di Rachmaninov, “In attesa del Nuovo tempo” di Brahms, “Le Nozze” di Enescu, “Omaggio a Ciaikovski”, “Alba di Pace e Armonia” di Skriabin, “Variazioni sul Tema Amore di Liszt, “Sagra della Primavera”,  “La Moldava”, “Dialogo con l’Infinito” e nei pas de deux dello “Schiaccianoci” di Ciaikovski e del “Corsaro” di Drigo, e della “Bella Addormentata nel Bosco” di Ciaikovski. E’ a volte ospite in serate di Galà in Italia e all’estero.

 

REZART STAFA

Studia alla Scuola di Balletto di Tirana, e dall’età di 15 anni frequenta la Scuola di balletto Cosi-Stefanescu dove si diploma nel 2002. Da allora fa parte dell’organico della Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu ricoprendo spesso ruoli di Solista e poi di Primo Ballerino come in “Don Chisciotte” di Minkus, “Coppelia” di Delibes, “Raymonda” di Glazounov, “Concerto” di Rachmaninov, “Patetica” di Ciaikovski, “Romeo e Giulietta” di Ciaikovski, “Ground Zero-Nuovo Giardino” di Barber-Enescu-Ciaikovski, “Le Nozze” di George Enescu, “In attesa del Nuovo Tempo” di Brahms, “Omaggio a Ciaikovski”, e nei pas de deux dello “Schiaccianoci” di Ciaikovski, “Corsaro” di Drigo, “Bella Addormentata nel Bosco” di Ciaikovski. E’ a volte ospite in serate di Galà in Italia e all’estero. Di recente ha interpretato il ruolo principale nello Schiaccianoci di Amodio al teatro Massimo di Palermo.

 

BIOGRAFIA

 

Aloisius Ludwig Minkus nacque Velké Meziříčí il 23 marzo 1826 e morì a Vienna il 7 dicembre 1917, è stato un musicista e compositore austriaco vissuto sotto l’impero asburgico.

Della sua vita si hanno poche notizie dettagliate. Si sposò con una certa Madame Minkus e che ebbe una figlia di nome Lyubov. Non si sa quali siano state le principali influenze musicali della sua infanzia ma è certo che fu un grande virtuoso del violino. Ad un certo punto della sua giovinezza si trasferì a Vienna, dove visse alcuni anni. Qui iniziò a studiare composizione e mostrò un vero talento componendo brani da sala per il violino, cinque dei quali furono pubblicati negli anni 1846-47. In questi anni iniziò anche a dirigere un’orchestra. All’inizio del 1846, il diciannovenne Minkus si trasferì a Parigi, dove fece carriera come violinista e direttore d’orchestra.

Nel 1853 emigrò a San Pietroburgo, Russia, diventando il direttore dell’orchestra privata del principe Nikolai Borisovich Yusupov fino al 1856. Dal 1856 fino al 1861, Minkus suonò come primo violino nell’orchestra del Teatro Bol’šoj di Mosca e subito dopo gli venne offerto la prestigiosa posizione di primo violino e direttore di orchestra dell’Opera Imperiale italiana di quel teatro. Nel 1861 Minkus fu nominato maestro concertista del Bol’šoj e professore di violino del nuovissimo Conservatorio di Mosca. Nel 1864 diventò “Ispettore delle orchestre dei teatri imperiali”.

Minkus in quegli anni sviluppò una stretta amicizia con il maître de ballet francese Arthur Saint-Léon che nel 1862 gli commissionò la partitura per la revisione del balletto Orfa, nuovo allestimento per il Bol’šoj del balletto del 1852 con la coreografia di Jean Coralli e la musica di Adolphe Adam. Il balletto fu un vero successo. A quel tempo Saint-Léon era uno dei coreografi più famosi in Europa e nel 1860 fu nominato “Primo Maître de Ballet in capo”. Nel marzo del 1863, Saint-Léon commissionò a Minkus la partitura del suo primo balletto a serata intera dal titolo “La fiamma dell’amore o la salamandra“, meglio noto con il titolo di Fiametta, che fu rappresentato per la prima volta nel novembre 1863 con enorme successo al Bol’šoj di Mosca. Tramite questa associazione con Saint-Léon e il balletto imperiale di San Pietroburgo, Minkus arrivò all’attenzione del grande coreografo Marius Petipa, arrivato nella capitale imperiale nel 1847 come Primo ballerino dei Teatri Imperiali e come assistente del grande Première Maître de Ballet en Chef Jules Perrot. Quando Perrot lasciò per sempre la Russia nel 1859, Petipa fu nominato Maestro di balletto in seconda.

Nell’autunno del 1866 Minkus fu invitato da Saint-Léon ad accompagnarlo a Parigi per allestire un nuovo lavoro per il Teatro Imperiale dell’Opéra. Fu così che nacque La Source, scritta insieme al compositore francese Léo Delibes: il balletto debuttò il 12 novembre 1866 con scarso successo.

Nel 1869 Petipa fu chiamato a Mosca per allestire un balletto per il Bolshoi basato sul Don Chisciotte di Cervantes e commissionò la partitura a Minkus il quale scrisse una musica ricca di melodie spagnoleggianti. Il balletto debuttò il 14 dicembre 1869 con grande successo.

Minkus compose altri due balletti per Saint-Léon, sempre a San Pietroburgo, Le Poisson Doré nel 1867 basato sul poema di Aleksàndr Sergeevič Puškin Fiaba del pescatore e del pesciolino e la stravaganza orientale Le Lys nel 1869 per il quale Minkus usò sezioni da lui scritte per La Source. Tutti e due i balletti furono un fallimento catastrofico per Saint-Léon al punto tale che il contratto con i Teatri Imperiali non venne rinnovato ed egli ritornò a Parigi, dove morì nel 1870.

Non molto dopo la morte di Saint-Léon, Petipa fu nominato Première Maître de Ballet en Chef per i Teatri Imperiali di San Pietroburgo. Nel gennaio 1870 il principale collaboratore di Petipa, il compositore Pugni, morì. Petipa allestì una nuova versione del Don Chisciotte e Minkus riscrisse completamente la partitura. Il balletto debuttò il 9 novembre 1871 e diventò immediatamente un classico con grande fama di Minkus per aver scritto una partitura molto efficace. Questo successo fece guadagnare al compositore il posto di “Compositore per il balletto per la corte di sua Maestà Imperiale” per il modesto salario di 2000 rubli all’anno (raddoppiato dall’Imperatore Alessandro nel 1878).

In questo periodo Minkus continuò a suonare il violino come professionista. Nel maggio del 1883 Minkus scrisse la musica per il balletto La Nuit et le Jour di Petipa, una fastosa danza di celebrazione allestita per celebrare l’incoronazione dell’imperatore Alessandro III. L’imperatore, un fanatico ballettomane, insignì Minkus dell’Ordine di San Stanislao per la splendida partitura.

Nel 1886 Minkus scrisse per Petipa quella che fu l’ultima partitura nel ruolo di compositore ufficiale per il balletto dei Teatri Imperiali: Le Pilules Magiques. Il balletto debuttò a febbraio nella nuova sede, il Teatro Imperiale Mariinsky.

Nonostante il grande successo, Kalkabrino fu l’ultima partitura di Minkus per il Balletto Imperiale e anche l’ultima sua composizione nota. Egli lasciò la Russia per sempre nell’estate del 1891, si trasferì a Vienna e visse con la figlia Lyubov Minkusovna, che aveva danzato nel corpo di ballo dei Balletti Imperiali fino a quattro anni prima della morte, avvenuta nel 1910.

Minkus visse gli ultimi anni della sua vita a Vienna con un piccolo vitalizio derivante dal tesoro Imperiale fino a che gli eventi della prima guerra mondiale e della Rivoluzione Russa del 1917 costrinsero ad un taglio netto delle spese, lasciando il musicista in estrema povertà fino alla morte, avvenuta per polmonite il 7 dicembre 1917.

 

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