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mar 20 2014

Superga: 22/3, arriva la Butterfly

guarnera(Antonio Infuso). Sesto appuntamento per la stagione lirica del Teatro Superga. Sabato 22 marzo, alle ore 20.30, con il capolavoro di Giacomo Puccini “Madama Butterfly.Il  recitar cantando in piazzetta Macario proseguirà con  Elisir d’Amore” (26/4), “Un ballo al Savoy” (17/5). Da anni, ormai, il cartellone del “recitar cantando” registra il “sold out”, connotando il Superga come una vera e propria “Casa della lirica” a livello regionale. La stagione Lirica vede il contributo e il sostegno della Compagnia di San Paolo.


PERSONAGGI E INTERPRETI

 

 

MADAMA BUTTERFLY (Cio Cio San)         MITSUKO MORI

 

SUZUKI                                                                    MARIELLA GUARNERA

 

PINKERTON                                                            GIORGIO CASCIARRI

 

SHARPLESS                                                             IVAN MARINO

 

YAMADORI                                                              GIAMPIERO CICINO

 

ZIO BONZO                                                             CARLO TALLONE

 

KATE                                                                         MARA PACI

 

GORO                                                                       ANDREA BIANCHI

 

 

 

ORCHESTRA SINFONICA DI ASTI

 

Direttore d’Orchestra:

Stefano Giaroli

 

CORO DEL BICENTENARIO VERDIANO

 

Maestro del coro

Andrea Bianchi

 

 

 

Regia

Giovanni Dispenza

 

 

ORCHESTRA SINFONICA DI ASTI

 

Direttore d’Orchestra:

Stefano Giaroli

 

CORO DEL BICENTENARIO VERDIAMO

 

Regia

Giovanni Dispenza

 

 

TRAMA

 

ATTO I

 

Durante un breve soggiorno in Giappone, il tenente di marina americano Pinkerton si innamora della geisha Cio-Cio-San e vuole sposarla, con la condizione però che il matrimonio possa essere revocato in qualunque momento. Il console Sharpless cerca inutilmente di farlo desistere, facendogli notare che la fanciulla lo ama profondamente e sinceramente. Le nozze vengono celebrate alla presenza della famiglia di Cio-Cio-San. Dopo che tutti gli invitati se ne sono andati, arriva lo zio bonzo, che maledice la sposa per aver tradito, per amore di uno straniero, la religio9ne degli avi. Pinkerton riesce a consolare la fanciulla e lei si convince di poter contare solo di lui.

 

ATTO II

 

Pinkerton rientra in patria. Cio-Cio-San non ha più sue notizie da tre anni, ma nonostante questo, continua fiduciosa ad attenderlo. Sharpless si reca a farle visita per mostrarle la lettera di Pinkerton con cui questi annuncia il suo arrivo insieme alla moglie americana, Kate. Il console non riesce a leggerle la lettera in quanto la giovane è in compagnia di Yamadori, un principe che la corteggia, ma a cui lei non si concede in quanto si sente ancora legata al tenente di marina. Quando il principe si allontana, Sharpless le legge la lettera, la donna disperata gli mostra il figlio avuto da Pinkerton, e di cui egli non sa l’esistenza. A questo punto un cannone annuncia l’arrivo della nave di Pinkerton in porto. Nonostante tutto, Cio-Cio-San spera che il tenente torni da lei, così riempie di fiori la casa e veglia tutta la notte in attesa dell’amato.

 

ATTO III

 

La lunga attesa di Butterfly fino al giorno successivo risulta vana. Pinkerton si avvicina titubante alla casa in compagnia del console, lo scorge per prima Suzuki, la serva di Butterfly, e felice sta per darne notizia alla giovane padrona, quando scorge che il tenente è in compagnia di una donna straniera. Suzuki viene a sapere che è la moglie di Pinkerton e che vuole adottare il figlio di Butterfly. Quando la giovane scorge la donna straniera, comprende la situazione e si dichiara disposta a consegnare il bambino al padre. Subito dopo va a prendere il pugnale con cui suo padre in precedenza aveva già fatto harakiri su ordine dell’imperatore. Ripete la parole incise sulla lama “Con onor muore chi non può serbar vita con onore” e dopo essersi congedata dal figlio, si suicida secondo l’usanza giapponese.

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU’

 

“Madama Butterfly” è stato l’unico fiasco della carriera di Puccini. Originariamente il secondo e ultimo atto, ora diviso in due parti, durava circa un’ora e mezza, mettendo a dura prova la resistenza del pubblico. Così Puccini la ritirò e dopo averla rielaborata per ben due volte, la presentò al pubblico nel dicembre 1906 a Parigi nella versione che ancora oggi si può ascoltare e vedere nei teatri.

 

E’ grazie a queste revisioni che abbiamo una delle più geniali scene d’opera, quella in cui Cio-Cio-San (Madama Butterfly) aspetta inutilmente per tutta la notte il suo amato Pinkerton.

 

Il compositore svolse accurate ricerche: studiò la musica, gli usi, i riti e l’architettura giapponese. Queste ricerche trovano riscontro nella partitura dell’opera dove sono presenti almeno sette melodie giapponesi, o frammenti di esse — tra cui l’inno imperiale.

 

Tutti gli spettatori, anche i più profani dell’opera lirica, sono in grado di seguire facilmente la trama e di comprenderne le sfumature poiché priva di simbolismi e di congetture.

 

Puccini non si recò mai in Giappone, ma riuscì ugualmente a reperire le informazioni a lui necessarie per la realizzazione dell’opera attraverso i racconti particolareggiati della moglie dell’ambasciatore giapponese, non muovendosi mai dalla sua residenza toscana.

 

La storia della “Madama Butterfly” potrebbe essere in effetti un’esperienza realmente vissuta nella città di Nagasaki, dove i marinai americani stipulavano contratti matrimoniali con le donne giapponesi con la clausola di recesso in qualunque momento e senza apparenti conseguenze.

 

In effetti la legge giapponese considerava l’abbandono del tetto coniugale come un divorzio, senza dover ricorrere al tribunale e senza l’obbligo di dover sostenere la donna abbandonata.

 

Uno degli effetti più curiosi di quest’opera italo-giapponese è che i giapponesi la adottarono immediatamente come una loro creazione.

 

Cio-Cio-San inizialmente non veste gli abiti eroici delle altre protagoniste pucciniane, tuttavia nella scena dell’attesa e in quella finale, si trasforma in una donna vera, dalle profonde emozioni.

 

La trama della “Madama Butterfly”, oltre ad essere famosa e conosciuta dalla maggioranza delle persone, è anche molto affascinante e riesce a rendere brillanti le parti leggere dell’opera e tragiche quelle dedicate al dolore interiore della protagonista.

 

L’arrangiamento di musiche tipicamente giapponesi o dell’inno americano vengono utilizzati da Puccini per sottolineare la diversità di cultura e tradizioni dei due protagonisti: la giovane e bella geisha e il tenente americano.

 

Per chi si accosta per la prima volta al mondo dell’opera lirica la scelta più saggia è di farlo con un lavoro di Puccini e in particolar modo “Madama Butterfly”, con la sua facilità di comprensione, è decisamente la scelta migliore.

 

GIACOMO PUCCINI – Biografia

 

Il 22 Dicembre 1858 Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini nasceva a Lucca, quinto di nove figli e ultimo discendente di una dinastia che per un secolo e mezzo aveva dominato la vita musicale lucchese. Rimasto orfano di padre, trascorse la sua giovinezza tra la casa di famiglia a Lucca e la casa estiva di Celle.

All’età di nove anni entrò in seminario e iniziò a suonare l’organo nella Cattedrale di Lucca. Ma preferiva l’opera. Alla fine del 1880, dopo aver ottenuto il diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca, proseguì gli studi al Conservatorio di Milano. Il soggiorno milanese fu un periodo importante per il giovane Puccini che venne in contatto con il mondo musicale del periodo e il movimento della Scapigliatura (un gruppo di intellettuali che intendeva ribellarsi alle forme auliche dell’arte e rifarsi alla libera ispirazione e alla fantasia).

Incontrò Pietro Ma scagni e condivisero una stanza per alcuni mesi. Nel 1883 finì i suoi studi, ottenne il diploma con la composizione “Capriccio Sinfonico”, che rivelò immediatamente il genio del maestro. Il primo aprile dello stesso anno, la rivista Il Teatro illustrato pubblicata dall’editore Sonzogno annuncia un concorso per artisti esordienti per un’opera inedita in un atto.

Puccini compose “Le Villi”, ma l’opera non vince e non viene nemmeno menzionata fra i lavori degni di considerazione, tuttavia venne rappresentata il 31 Maggio 1884 al teatro Dal Verme di Milano, grazie a una sottoscrizione firmata da amici e investitori influenti. Il successo, sia di critica che di pubblico, fu entusiastico. “ Il compositore che l’Italia stava aspettando…” scrisse Il Corriere della Sera e Marco Sala affermò:”l’opera di Puccini è un piccolo prezioso capolavoro dall’inizio alla fine”.

Questo primo successo permise a Puccini di firmare il suo primo contratto con un grande editore: Giulio Ricordi. La sua seconda opera Edgar (La Scala di Milano, Aprile 1889) non raggiunse il successo sperato. Ricordi continuò ad avere fede in lui e sostenne Puccini per molti anni per aiutarlo nella sua affermazione. Con la sua terza opera Manon Lescaut (Torino, Teatro Regio, Febbraio 1893) arrivarono la fama ed il successo. Puccini aveva 35 anni.

Si stabilì a Torre del Lago con Elvira e il figlio Antonio. Qui sulle sponde del lago Massaciuccoli, scrisse la maggior parte delle sue opere: La Bohème (Torino, Teatro Regio, Febbraio 1896), Tosca (Roma, Teatro Costanzi, Gennaio 1900), e Madama Butterfly (Brescia, Teatro Grande, Maggio 1904).

Da questo momento in poi, il compositore diventa famoso in tutto il mondo e compie numerosi viaggi per assistere alle rappresentazioni delle sue opere in Europa ed in America: La fanciulla del west (New York, Metropolitan Opera, Dicembre 1910), La Rondine (Montecarlo, Marzo 1917), Il Trittico (New York, Metropolitan Opera, Dicembre 1918), fino all’ultima grande opera per cui il maestro è rimasto a lungo dubbioso prima di scegliere Turandot dal commediografo veneziano Carlo Gozzi.

Sebbene gravemente malato, Puccini lavorò a Turandot fino alla fine, anche se la lasciò incompiuta. Si sottomise ad un intervento chirurgico per un cancro alla gola a Bruxelles il 24 Novembre, e morì pochi giorni dopo il 29 Novembre 1924.

La morte di Puccini fu un lutto per l’Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo. Inizialmente il compositore venne seppellito a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini aveva composto i suoi capolavori.

Le ultime due scene della “Turandot” furono terminate da Franco Alfano, ma la sera della prima rappresentazione il maestro Toscanini interruppe l’esecuzione là dove il maestro l’aveva interrotta, con la morte di Liù. Nel 2001 Luciano Berio compose un nuovo finale basato sul medesimo libretto e sugli appunti di Puccini.

Platea: Euro 25 – Galleria: Euro 17

Promozione “Under 30”: Euro 18 (platea) – Euro 14 (galleria).

Piazzetta Macario – Nichelino – tel. 011 627.97.89

e-mail: info@teatrosuperga.it – SITO:  www.teatrosuperga.it

 

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