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mar 16 2015

Superga: 21/3, è tempo di Mozart con “Le nozze di Figaro”

KIBALOVA(Antonio Infuso). Quinto appuntamento del cartellone lirico al Teatro Superga, sabato 21 marzo, alle ore 20.30. Questa volta è il turno del capolavoro mozartiano “Le nozze di Figaro”, con il Coro Lirico del Piemonte e  l’Orchestra Cantieri d’Arte. Una folle e travolgente giornata in cui si intrecciano drammi, comicità, passioni, desideri, malizie ed equivoci. Il matrimonio tra Figaro e Susanna rischia di non essere celebrato; il Conte d’Almaviva si è invaghito delle futura sposa suscitando la  reazione della contessa. E ancora una volta la plebe, la servitù si mostra più nobile dei padroni.

Scritto a ventinove anni, “Le nozze di Figaro” rappresenta  per Mozart  il pretesto per prendersi gioco delle classi sociali privilegiate e della nobiltà dell’epoca.
Ma quel giorno di follia può essere letto anche come una metafora delle diverse fasi dell’amore: Cherubino e Barbarina rappresentano l’amore acerbo, Susanna e Figaro l’amore che sboccia, il Conte e la Contessa l’amore logorato e senza più alcuna passione, Marcellina e don Bartolo l’amore maturo.

Prossimo appuntamento, il 18  aprile con “Don Pasquale”, di Gaetano Donizetti.

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

 

CONTE D’ALMAVIVA                                          Donato Di Gioia

CONTESSA   ROSINA                                           Stefanna Kybalova                          

FIGARO                                                                   Luciano Miotto

SUSANNA                                                                Giulia De Blasis

BARTOLO                                                               Massimiliano Catellani

DON BASILIO/CURZIO                                        Antonio Colamorea

MARCELLINA                                                       Claudia Marchi

CHERUBINO                                                          Elena Rapita

BARBARINA                                                          Angela Angheleddu

 

 

 

CURRICULUM ARTISTI

 

Donato Di Gioia – Baritono

Si forma culturalmente e musicalmente (studi magistrali, violino e pianoforte) a Campobasso, dove acquisisce le prime nozioni di tecnica vocale sotto la guida del cantante Bruno Praticò, proseguendo successivamente gli studi con il M° P. Venturi. Vincitore di una borsa di studio presso l’Accademia Internazionale del Teatro Città di Cagli (PS), si perfeziona con il M° M. Melani. I primi riconoscimenti arrivano già dal debutto seguiti dalle scritture in grandi teatri anche fuori dai confini italiani tra cui Teatro Regio di Torino, Carlo Felice di Genova, Ente Arena di Verona, Festival di Torre del Lago Puccini, Lubjana Opera, Madrid, Concertgebouw di Amsterdam, Opernhaus di Bayreuth, Bunkaikan di Tokio, Nagasaky Opera, Osaka Opera, Place des Arts Montreal. E’ stato premiato come miglior giovane cantante per la stagione 1999-2000 dal Teatro Verdi di Trieste.

 

Stefanna Kybalova – Soprano    

Ha intrapreso lo studio del pianoforte al Conservatorio della città di Praga e, dal 1990, al Conservatorio di Milano. All’età di 11 anni, viene scelta da Bruno Casoni per far parte del Coro di voci bianche del Teatro alla Scala. Intraprende lo studio del Canto lirico e partecipa ad un corso sulla musica di Bellini a cura di Elio Battaglia, ad un masterclass di Jordi Savall e Sara Mingardo sulla musica antica e di Ernesto Palacio sul belcanto. Inoltre frequenta i corsi dell’Accademia per giovani cantanti lirici di Katia Ricciarelli, a Parma. Nel 2002 è ammessa al Corso di perfezionamento di Deutchlandsberg in Austria, al termine del quale riceve una borsa di studio come migliore allieva assoluta e debutta al Teatro Lassnitz. E’ vincitrice del Concorso As.Li.Co. per giovani cantanti lirici. Nel settembre 2003 ha partecipato al Festival Galuppi di Venezia.
E’ risultata vincitrice del Concorso Sergio Dragoni (2002), del Concorso per soli soprani Jolanda Magnoni (2003), del Concorso Internazionale Tagliavini (2004).

 

Luciano Miotto – Baritono

Ha più di 35 anni di esperienza ininterrotta come cantante professionista. Inizia a cantare all’età di 6 anni presso il coro di voci bianche del Teatro Colon di Buenos Aires eccellendo come voce solista. Si è esibito nei maggiori teatri del mondo tra cui Amsterdam, Barcellona, Valencia, Siviglia, Buenos Aires, Copenhagen, Napoli, Bologna, Nizza, Vienna, San Pietroburgo, Ludwigsburg, Tokyo, Seoul, ecc. Le sue principali caratteristiche sono l’innata musicalità, la sua salda tecnica vocale, il temperamento e le notevoli qualità di attore che gli consentono di eccellere nel repertorio brillante e di basso-buffo. Ottima la sua coloratura che gli permette di affrontare anche la musica barocca di agilità.

 

Giulia De Blasis – Soprano

Diplomatasi presso il Conservatorio di Roma, ha proseguito lo studio del canto sotto la guida di G. Sabbatini, L. Serra, J. Anderson, G. Aragall, N. Shetler e, attualmente, R. Scotto presso l’Accademia di Santa Cecilia, a Roma. Ha debuttato nel 2011 nei teatri di Gubbio, Alcamo, Terni, Rieti e Roma. Nello stesso anno è vincitrice del “IV Concorso Internazionale di Canto Lirico Arteincanto”. Nel 2013 ha eseguito, al Teatro Massimo di Pescara, la Petite Messe Solennelle di Rossini come soprano solista. Nel 2014 si è esibita presso il Macedonian Opera and Ballet e nel “16th International Festival of dance and Music” di Bangkok, sotto la direzione di G. Sabbatici. E’ stata selezionata da A. Zedda come membro effettivo dell’Accademia Rossiniana di Pesaro. A settembre ha debuttato all’Harmonia Moraviae 2014 Festival, in Repubblica Ceca, diretta da W. Attanasi. E’ stata vincitrice di diversi concorsi internazionali come il IV Concorso Arteincanto, il II Concorso OMEGA di Firenze, il XXIX Concorso Maria Caniglia; e recentemente l’Internationalen Gesangs-wettbewerbs, come “schönste Sopran Stimme”.

 

 

Antonio Colamorea – Tenore

Inizia gli studi di canto con Paolo Bettini. Prosegue gli studi al Conservatorio di Genova con Carmen Vilalta. Successivamente continua gli studi con Ottavio Garaventa. Ha interpretato il ruolo del tenore solista ne “La petite messe solennelle” di Rossini, é stato Nemorino ne “L’elisir d’amore” di Donizetti e Alfredo ne “La Traviata” di Verdi in importanti Teatri italiani. Ha interpretato inoltre i principali ruoli del tenore solista nelle più famose Operette, quali: “La vedova allegra”, “Paganini”, “Scugnizza”, “Il paese dei campanelli”, “Cin ci là”, ecc. Ha partecipato, classificandosi al primo posto, alla trasmissione televisiva “Sei un mito” su Canale 5, interpretando le canzoni di Andrea Bocelli.

 

Claudia Marchi – Soprano

Ha vinto due concorsi lirici internazionali ed ha iniziato la sua carriera internazionale nel 1992 col “Sigismondo” di Rossini  diretta da Richard Bonynge. Nel corso della sua carriera ha debuttato i principali ruoli per mezzosoprano iniziando col repertorio Rossiniano. Al repertorio verdiano si avvicina con un battesimo di fuoco interpretando la “Messa da requiem” in una tourneé australiana a fianco di Luciano Pavarotti. Ha debuttato i maggiori ruoli per mezzosoprano. Presente nei maggiori teatri italiani ed esteri, dal Teatro Alla Scala di Milano al Gran Teatro Liceu di Barcellona, la sua carriera si svolge principalmente in Francia. Ha al suo attivo alcune incisioni discografiche

 

Elena Rapita – Soprano

Si è laureata in canto lirico presso l’Accademia di musica di Mosca nella classe di N. Troyzkaya. Ha seguito master class in Spagna con M. Caballé e M. Mesplé e, in Italia, con W. Vernocchi, A. Ferrante, L. D’Intino, F. Massa. Nel 2008 inoltre si diploma in canto lirico presso il Conservatorio di Bologna. Premiata in diversi concorsi tra cui ricordiamo il “Giulio Neri” di Torrita di Siena, ha vinto per due anni consecutivi il premio indetto dalla Fondazione Zucchelli di Bologna. Si è esibita nelle principali città russe e nel 2004 è entrata a far parte della compagnia di canto del Teatro Novaja Opera di Mosca. Ha partecipato in Italia a numerosi concerti e gala lirici, cantando tra l’altro al Teatro Manzoni di Bologna, Teatro Persio Flacco di Volterra, Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Comunale di Bologna e Teatro Antoniano di Bologna. È soprano solista della compagnia di opera e operetta “Teatro Musica Novecento” di Reggio Emilia, con la quale si esibisce nei principali teatri italiani.

 

 

Stefano Giaroli — Direttore d’Orchestra

Ha studiato pianoforte, composizione, direzione di coro e d’orchestra ai Conservatori di Reggio Emilia, Bologna e Parma. Dopo un promettente esordio come solista, si è dedicato in modo quasi esclusivo alla direzione d’orchestra, specializzandosi soprattutto nel repertorio operistico. Dopo il debutto in questa veste nel 2001 con “Traviata” alla “Messehalle” di Basilea, ha negli anni diretto Nozze di Figaro, Italiana in Algeri, Elisir d’Amore, Rigoletto, Amico Fritz, Cavalleria Rusticana, Bohème, Tosca, Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Suor Angelica, Trovatore, Don Giovanni, Madama Butterfly, La Vie Parisienne di Offenbach, Attila, Manon Lescaut, Adriana Lecouvreur, La Belle Helene, Carmen. Nel settembre 2010 ha finalmente debuttato nel Teatro della sua Città, il “Romolo Valli” di Reggio Emilia, con la prima mondiale dell’Opera “Angelica” di G. Bertolani, ottenendo un personale successo di critica e di pubblico. Recentissimo il trionfale debutto in Aida al “Comunale” di Carpi, poi replicata al “Cantero” di Chiavari e al “Cavour” di Imperia. Oltre ad essersi esibito in innumerevoli Teatri italiani ed esteri, è ospite abituale del Festival Lyrique di Salon de Provence, dei Teatri “Comunale” di Bolzano, “Magnani” di Fidenza,  “Donizetti” di Bergamo, “Morlacchi” di Perugia, “Superga” di Nichelino, “Dante Alighieri” di Ravenna. A questa lista presto si aggiungerà il “Rossini” di Lugo.

 

 

TRAMA

 

ATTO I

 

Il giorno delle nozze, Figaro e Susanna sono nella stanza che il Conte ha destinato loro. Figaro si compiace della generosità del Conte, ma Susanna insinua che quella generosità non è disinteressata: il Conte vuol rivendicare lo ius primae noctis, che egli stesso aveva abolito. Le brame del Conte sono favorite da Don Basilio, maestro di musica. Figaro si irrita e trama una vendetta. Anche Marcellina vuole mandare all’aria i progetti di matrimonio di Figaro e reclama, con l’aiuto di Don Bartolo, il diritto a sposare Figaro in virtù di un prestito concessogli in passato e mai restituito. Don Bartolo, del resto, gode all’idea di potersi vendicare dell’ex “barbiere di Siviglia”, che aveva aiutato il Conte a sottrargli Rosina, l’attuale Contessa. Entra il paggio Cherubino per chiedere a Susanna di intercedere in suo favore presso la Contessa: il giorno prima il Conte, trovandolo solo con Barbarina si è insospettito e lo ha cacciato dal palazzo. L’arrivo improvviso del Conte lo costringe a nascondersi e ad assistere suo malgrado alle proposte galanti che il Conte rivolge alla cameriera. Ma anche il Conte deve nascondersi a Don Basilio, che rivela a Susanna le attenzioni rivolte dal paggio alla Contessa. Spinto dalla gelosia, il Conte esce dal nascondiglio, poi, scoprendo a sua volta il paggio, monta su tutte le furie. Entrano i contadini che ringraziano il Conte per aver abolito il famigerato ius primae noctis. Il Conte rimanda il giorno delle nozze e ordina a Cherubino di partire immediatamente per Siviglia dove dovrà arruolarsi nel suo reggimento

 

ATTO II

 

Susanna rivela alla Contessa le pretese del Conte. Entra Figaro ed espone il suo piano di battaglia: ha fatto pervenire al Conte un biglietto anonimo dove si afferma che la Contessa ha dato un appuntamento a un ammiratore per quella sera. Quindi suggerisce a Susanna di fingere di accettare l’incontro col Conte: Cherubino andrà al posto di lei vestito da donna, così la Contessa smaschererà il marito, cogliendolo in fallo. Sopraggiunge il Conte e, insospettito, decide di forzare la porta. Ma Cherubino riesce a fuggire saltando dalla finestra e Susanna ne prende il posto.

Quando dal guardaroba esce Susanna invece di Cherubino, il Conte è costretto a chiedere perdono alla moglie. Entra Figaro che spera di poter finalmente affrettare la cerimonia nuziale. Irrompe però il giardiniere Antonio che afferma di aver visto qualcuno saltare dalla finestra della camera della Contessa. Figaro cerca di parare il colpo sostenendo di essere stato lui a saltare. Ma ecco arrivare con Don Bartolo anche Marcellina che reclama i suoi diritti: possiede ormai tutti i documenti necessari per costringere Figaro a sposarla.

 

ATTO III

 

La Contessa spinge Susanna a concedere un appuntamento galante al Conte, il quale però si accorge dell’inganno e promette di vendicarsi. Il giudice Don Curzio entra con le parti contendenti e dispone che Figaro debba restituire il suo debito o sposare Marcellina. Ma da un segno che Figaro porta sul braccio si scopre ch’egli è il frutto di una vecchia relazione tra Marcellina e Don Bartolo, i quali sono quindi i suoi genitori. La Contessa intanto, determinata a riconquistare il marito, detta a Susanna un bigliettino da far avere al Conte. Modificando il piano di Figaro, e agendo a sua insaputa, le due donne decidono che sarà la stessa Contessa e non Cherubino a incontrare il Conte al posto di Susanna. Mentre alcune giovani contadine recano ghirlande per la Contessa, Susanna consegna il biglietto galante al Conte che si punge il dito con la spilla. Si festeggiano due coppie di sposi: Susanna e Figaro, Marcellina e Don Bartolo.

 

ATTO IV

 

È ormai notte e nell’oscurità del parco del castello Barbarina sta cercando la spilla che il Conte le ha detto di restituire a Susanna, e la fanciulla ha perduta. Figaro capisce che il biglietto ricevuto dal Conte gli era stato consegnato dalla sua promessa sposa e credendo ad una nuova trama, si nasconde per sorprendere i due ‘amanti’. Susanna, che ha udito non vista i duri rimproveri di Figaro, si sente offesa dalla sua mancanza di fiducia e decide di farlo stare sulle spine. Entra allora Cherubino e, vista Susanna, (che è in realtà la Contessa travestita) decide di importunarla; nello stesso momento giunge il Conte il quale, dopo aver scacciato il Paggio, si mette a corteggiare quella che crede essere la sua amante. Fingendo di veder arrivare qualcuno, la Contessa travestita da Susanna fugge nel bosco mentre il Conte va a vedere cosa succede; nel contempo Figaro, che stava spiando gli amanti, rimane solo e viene raggiunto da Susanna travestita da Contessa. I due si mettono a parlare ma Susanna durante la conversazione dimentica di falsare la propria voce e Figaro la riconosce. Per punire la sua promessa sposa, questi non le comunica la cosa ma rende le proprie avances alla Contessa molto esplicite. In un turbinio di colpi di scena, alla fine Figaro chiede scusa a Susanna per aver dubitato della sua fedeltà mentre il Conte, arrivato per la seconda volta, scorge Figaro corteggiare quella che crede essere sua moglie; interviene a questo punto la vera Contessa che, con Susanna, chiarisce l’inganno davanti ad un Conte profondamente allibito. Allora questi implora con sincerità il perdono della Contessa e le nozze tra Figaro e Susanna si possono finalmente celebrare; la “folle giornata” si chiude così in modo festoso.

 

PER SAPERNE DI PIU’

 

“Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata” è la prima delle tre opere italiane scritte dal compositore Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte ed è una delle più famose opere di Mozart, la prima di una serie di felici collaborazioni tra Mozart e Da Ponte, che ha portato anche alla creazione del “Don Giovanni” e “Così fan tutte”.

Fu Mozart stesso a portare una copia della commedia di Beaumarchais a Da Ponte, che la tradusse in lingua italiana (tuttora la lingua ufficiale dell’opera lirica) e che (d’accordo con Mozart) rimosse tutti gli elementi di satira politica dalla storia.

L’opera fu scritta in gran segreto in quanto la commedia era stata vietata dall’Imperatore Giuseppe II, poiché attizzava l’odio tra le varie classi sociali. Mozart impiegò sei settimane per completarla: eppure fu solo dopo aver convinto l’Imperatore della rimozione delle scene politicamente più discusse che questi diede il permesso di rappresentarla.

Inoltre, la scena finale del terzo atto, che comprendeva un balletto e una pantomima, si dovette scontrare con un divieto imperiale di rappresentare balli in scena. Racconta Da Ponte, nelle sue Memorie, che lui e Mozart, non intendendo rinunciare al finale come l’avevano concepito, invitarono l’imperatore ad assistere a una prova, dove eseguirono quel pezzo muto. L’imperatore subito ordinò che la musica fosse reinserita.

Così “Le nozze di Figaro”, finita di comporre il 29 aprile, fu messa in scena al Burgtheater di Vienna, il 1º maggio, 1786 diretta dallo stesso compositore nelle prime due rappresentazioni e da Joseph Weigl nelle repliche. Ottenne un successo strepitoso, al punto che l’imperatore dovette emanare un decreto per limitare le richieste di bis, in modo che le repliche non durassero troppo. Ancor più grande fu il successo a Praga, dove (a detta di Mozart) “non si suona, non si canta, non si sente altro che Figaro.”

La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena sia di eventi drammatici che comici, e nella quale alla fine i servi si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni.

L’opera è per Mozart un pretesto per prendersi gioco delle classi sociali dell’epoca che da lì a poco saranno travolte dai fatti con la Rivoluzione francese. L’intera vicenda può anche essere letta come una metafora delle diverse fasi dell’amore: Cherubino e Barbarina rappresentano l’amore acerbo, Susanna e Figaro l’amore che sboccia, il Conte e la Contessa l’amore logorato e senza più alcuna passione, Marcellina e don Bartolo l’amore maturo.

 

BIOGRAFIA

 

Wolfgang Amadeus Mozart, nome di battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, nato a Salisburgo il 27 gennaio 1756 e morto a Vienna il 5 dicembre 1791, è stato un compositore e pianista a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico.

E’ annoverato tra i più grandi geni della storia della musica, dotato di raro e precoce talento. Egli morì a trentacinque anni di età, lasciando pagine indimenticabili di musica classica di ogni genere, tanto da essere definito dal Grove Dictionary come “il compositore più universale nella storia della musica occidentale”: la sua produzione comprende musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere.

La musica di Mozart è considerata la “musica classica” per eccellenza; infatti Mozart è il principale esponente del “Classicismo” settecentesco, i cui canoni principali erano l’armonia, l’eleganza, la calma e la serenità.

Il genio musicale di Mozart si rivelò molto presto dimostrando di essere un vero e proprio bambino prodigio: a tre anni batteva i tasti del clavicembalo, a quattro suonava brevi pezzi, a cinque componeva. Esistono vari aneddoti riguardanti la sua memoria prodigiosa, la composizione di un concerto all’età di cinque anni, la sua gentilezza e sensibilità, la sua paura per il suono della tromba, ed inoltre sviluppò fin da bambino l’orecchio assoluto.

Il padre Leopold, violinista e compositore, si occupò personalmente dell’educazione del figlio. Grazie a numerosi viaggi e a tournèe concertistiche attraverso l’Europa, Mozart entrò in contatto con gli stili e i centri musicali più importanti (Londra, Parigi, Belgio, Olanda, Svizzera, Italia). Nel 1781 lasciò Salisburgo definitivamente e si trasferì a Vienna, dove visse da libero compositore e virtuoso del pianoforte.

A Vienna suscitò l’attenzione dell’imperatore Giuseppe II il quale lo accolse ufficialmente al servizio della corte come Kammerkompositeur. Mozart abbracciò sia le idee riformatrici di Giuseppe II, sia quelle massoniche (divenne membro di una loggia massonica nel 1784). In seguito alla morte di Giuseppe II le difficoltà economiche ed esistenziali attanagliarono sempre più il compositore, tanto che trascorse l’ultimo anno della sua breve vita lavorando freneticamente, nel tentativo di farsi apprezzare dal nuovo imperatore Leopoldo II.

Nel vasto repertorio di aneddoti che circondano la vita del giovane Mozart, particolarmente curioso è quello che riguarda la sua visita a Roma della Pasqua del 1770. L’allora quattordicenne ebbe modo di ascoltare l’esecuzione del celebre “Miserere” di Gregorio Allegri. Questa composizione era proprietà esclusiva della Schola Cantorum della Cappella Sistina, dalla quale era custodito gelosamente. L’esecuzione avveniva esclusivamente nel periodo pasquale a luci spente e lo spartito non poteva essere copiato né letto, pena la scomunica. La leggenda dice che il giovane Mozart, dopo averlo ascoltato una sola volta sia stato in grado di trascriverlo, a memoria, nota per nota.

Platea: € 25,00 – Galleria: € 17,00

Under 30: platea € 21,00 – galleria € 14,00

Info: Piazzetta Macario – Nichelino – tel. 011 627.97.89  – e-mail: info@teatrosuperga.it – Sito:  www.teatrosuperga.it

 

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