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gen 12 2015

SUPERGA: 17/1, “Coppelia”, balletto

coppelia fotoTerzo appuntamento del cartellone lirico al Teatro Superga, sabato 17 gennaio, alle ore 20.30. Questa volta è il turno del balletto con “Coppelia”, con la “Compagnia Balletto Classico L. Cosi – M. Stefanescu”. La giovane Swanilda, uscendo di casa vede qualcosa di strano: al balcone della casa del Dottor Coppélius vi è una bellissima ragazza seduta a leggere un libro. Potrebbe essere la misteriosa figlia di Coppélius che nessuno in villaggio ha mai visto… Prossimo appuntamento, il 14 febbraio con “Cin Cin là”, di C. Lombardo e V. Ranzato.

PERSONAGGI E INTERPRETI

 FRANZ                                                          REZART STAFA

SWANILDA                                                  BIANCA ASSAD

COPPELIUS                                                 FALIERO BONACCI

COMPAGNIA BALLETTO CLASSICO L. COSI – M. STEFANESCU

 

La Compagnia Balletto Classico fin dai suoi inizi porta il nome dei suoi fondatori e protagonisti, Liliana Cosi e Marinel Stefanescu. La sua attività negli anni 1975, 1976  è sporadica ma diventa importante e continuativa già nel 1977, anno ufficiale di fondazione, quando compie la sua prima grande tournée in tutta Italia. Dal 1978 ha fissato la sua sede a Reggio Emilia. Il coreografo è Marinel Stefanescu. Per le scene molte sono state le collaborazioni di artisti come Luzzati,  Vacondio, Chalkidiotis, Gyorgy, ma in particolare Hristofenia Cazacu che ha lavorato stabilmente per molti anni con la Compagnia.

La Compagnia si basa su un repertorio classico, neo-classico e moderno ed è attiva su tutto il territorio italiano  con circa 70 spettacoli all’anno, dalle grandi città ai paesi, sia in teatri lirici che in altri spazi  anche all’aperto o nei palazzetti dello sport.

Sono circa 2000 gli spettacoli rappresentati in più di 400 città italiane e 60 estere. Moltissime le tournée dal Giappone alla Cina, dall’America al Brasile, in Medio Oriente, Russia e in  molte città Europee.

La maggior parte del repertorio della Compagnia è formato da nuove creazioni di Stefanescu su musica sinfonica o originale come nel caso della collaborazione col compositore Adrian Enescu, musiche che hanno ispirato balletti su tematiche nuove e universali. Tra i balletti del repertorio classico vi è “Don Chisciotte” di Minkus, “Coppelia” di  Delibes, “Nozze d’Aurora” di Ciaikovski, “Petrushka” di Stravinski, “Lago dei Cigni” di Ciaikovski, “Raymonda” di Glazounov, “Spartacus” di Kaciaturian, “Risveglio di Flora” di Drigo.

Molti gli appuntamenti di prestigio che hanno messo in rilievo le alte qualità della Compagnia, come nella sede di Ginevra dell’ONU, a Los Angeles per le Colombiadi ‘92, in Vaticano, a Kyoto, e di recente a Graz e a Roma, a San José di Costa Rica per l’VII Festival delle Arti e nel 2004 a Stoccarda per “Insieme per l’Europa” alla Hanns Martin Schleyer Halle, e al IV° International Dans Festival di Istanbul. Di recente sono stati invitati in Marocco, Tunisia e al Festival dedicato a Rudolf Nureyev nella sua città natale e al Teatro dell’Opera di Bucarest.

La Compagnia ha sempre dedicato particolare attenzione al pubblico giovanile organizzando e creando per loro spettacoli e Festivals, in Teatri, Palazzetti dello Sport, Stadi, Teatri Tenda, riuscendo sempre ad affascinare giovani di tutte le età ed estrazioni.

Nel corso degli anni non sono mancati gli spettacoli a sfondo sociale come nelle carceri di massima sicurezza di Opera (MI), per la Casa Circondariale di Forlì e nell’Istituto penitenziale minorile di Bologna e per gli anziani delle Case di Riposo di Roma 2 e di Reggio Emilia. Riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali costellano l’attività di questa Compagnia, la prima in Italia in grado di diffondere capillarmente l’arte del balletto classico coi suoi intrinsechi valori di armonia e bellezza.

 

BIANCA  ASSAD

Di nazionalità brasiliana, nel 2000 si diploma alla “Scuola del balletto del Brasile” di Brasilia. Nel 2000 riceve una borsa di studio per l’Opera di Zurigo e dal 2003 lavora con la Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu ricoprendo ruoli di Solista e anche di Prima Ballerina come in: “Romeo e Giulietta” di Ciaikovski, “Don Chisciotte” di Minkus, “Raymonda” di Glazounov, “Coppelia” di Delibes, “Patetica” di Ciaikovski, “Concerto” di Rachmaninov, “In attesa del Nuovo tempo” di Brahms, “Le Nozze” di Enescu, “Omaggio a Ciaikovski”, “Alba di Pace e Armonia” di Skriabin, “Variazioni sul Tema Amore di Liszt, “Sagra della Primavera”,  “La Moldava”, “Dialogo con l’Infinito” e nei pas de deux dello “Schiaccianoci” di Ciaikovski e del “Corsaro” di Drigo, e della “Bella Addormentata nel Bosco” di Ciaikovski. E’ a volte ospite in serate di Galà in Italia e all’estero.

 

REZART STAFA

Studia alla Scuola di Balletto di Tirana, e dall’età di 15 anni frequenta la Scuola di balletto Cosi-Stefanescu dove si diploma nel 2002. Da allora fa parte dell’organico della Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu ricoprendo spesso ruoli di Solista e poi di Primo Ballerino come in “Don Chisciotte” di Minkus, “Coppelia” di Delibes, “Raymonda” di Glazounov, “Concerto” di Rachmaninov, “Patetica” di Ciaikovski, “Romeo e Giulietta” di Ciaikovski, “Ground Zero-Nuovo Giardino” di Barber-Enescu-Ciaikovski, “Le Nozze” di George Enescu, “In attesa del Nuovo Tempo” di Brahms, “Omaggio a Ciaikovski”, e nei pas de deux dello “Schiaccianoci” di Ciaikovski, “Corsaro” di Drigo, “Bella Addormentata nel Bosco” di Ciaikovski. E’ a volte ospite in serate di Galà in Italia e all’estero. Di recente ha interpretato il ruolo principale nello Schiaccianoci di Amodio al teatro Massimo di Palermo.

 

FALIERO BONACCI

Si diploma nel 1984 alla Scuola di Balletto Cosi-Stefanescu  e da allora ha fatto parte integrante della Compagnia Balletto Classico arrivando a ricoprire anche molti ruoli di solista e primo ballerino di gran parte del repertorio della stessa Compagnia. La sua forte carica artistica ed interpretativa  gli ha permesso, al termine della sua carriera di ballerino, di continuare la sua collaborazione con la Compagnia Cosi-Stefanescu, interpretando ruoli particolarmente caratteristici, come è quello di ‘Coppelius’, nel quale riesce ad esprimere tutta la sua arguzia, poesia e  drammaticità.

 

TRAMA

 

La giovane Swanilda, uscendo di casa vede qualcosa di strano: al balcone della casa del Dottor Coppélius vi è una bellissima ragazza seduta a leggere un libro. Potrebbe essere la misteriosa figlia di Coppélius che nessuno in villaggio ha mai visto. Swanilda cerca inutilmente di attirare la sua attenzione ma vedendo arrivare Frantz si nasconde per fargli una sorpresa. Appena Frantz entra nella piazza, la sua attenzione è catturata da Coppélia: Frantz si dimostra galante e le lancia un bacio. Swanilda esce dal suo nascondiglio e in preda alla gelosia lascia il fidanzato.

Intanto la piazza del villaggio si riempie, il borgomastro deve fare un importante annuncio: il duca del castello vicino ha donato una nuova campana per la chiesa e il giorno seguente si organizzerà una festa in suo onore. A chi si sposerà il giorno seguente il duca donerà una borsa piena d’oro.

Swanilda danza con le amiche e raccoglie una spiga: una vecchia leggenda dice che se una ragazza sente il grano risuonare nello stelo della spiga significa che il suo amore è vero. Swanilda non sente nulla e si convince che Frantz non la ami.

La sera si avvicina e la piazza si svuota, Coppélius esce e non si accorge di perdere la chiave di casa. Swanilda e le sue amiche vedono la chiave e decidono di entrare nella casa del Dottor Coppélius: Swanilda vuole assolutamente scoprire chi è Coppélia. Poco dopo Coppélius torna indietro, scopre che la porta è stata aperta e decide di tendere una trappola agli intrusi. Nel frattempo anche Frantz, con una scala, si intrufola in casa entrando dal balcone.

Tutto è buio e misterioso, in un angolo vi è una tenda dietro la quale Swanilda trova Coppélia, sempre seduta a leggere un libro. Toccandola, Swanilda scopre che è in realtà una bambola meccanica. Esultando di gioia, le amiche mettono in moto tutte le bambole meccaniche presenti nel laboratorio ma proprio in quel momento Coppélius irrompe nella stanza e scaccia le ragazze. Solo Swanilda non riesce a fuggire e si nasconde dietro la tenda prendendo il posto di Coppelia. A quel punto entra Frantz dalla finestra e dichiara a Coppélius il suo amore per la figlia. Il mago prima lo caccia, ma poi cambia idea e lo invita a bere del buon vino che in realtà è narcotizzato.

Frantz cade addormentato e Coppélius gli porta vicino la sua bambola (in realtà ora è Swanilda) sperando di riuscire, attraverso le arti magiche, a trasferire la vita da Frantz a Coppelia. Swanilda sta al gioco e incanta il mago con una danza spagnola e una danza scozzese. Alla fine Swanilda sveglia Frantz, lo mette al corrente dell’inganno e scappano dal laboratorio mentre Coppélius abbraccia sconsolato il suo manichino.

Nella piazza del villaggio si svolgono i festeggiamenti per la consegna della campana. Alcune coppie si sposano, tra queste anche Frantz e Swanilda. Seguono i festeggiamenti con varie danze

 

BIOGRAFIA

Clément Philibert Léo Delibes nacque nel 1836, figlio di un postino e di una musicista, ma anche nipote di un cantante lirico. Fu cresciuto dalla madre e dallo zio poiché il padre morì molto presto. Nel 1871, all’età di 35 anni, il compositore sposò Léontine Estelle Denain. Delibes morì vent’anni dopo nel 1891 e fu sepolto nel cimitero di Montmartre a Parigi.

A cominciare dal 1847, Delibes studiò composizione al Conservatorio di Parigi come allievo di Adolphe Adam, l’autore del celeberrimo balletto Giselle. Un anno dopo iniziò a studiare canto, ma si dimostrò molto più capace come organista che come cantante.

 

Ebbe degli incarichi come accompagnatore per le prove e maestro del coro al Théâtre Lyrique, secondo maestro del coro all’Opéra di Parigi (1864) e organista nella chiesa di Saint-Pierre-de-Chaillot tra il 1865 e il 1871.

 

La prima delle sue tante operette (ne scrisse circa una ogni anno) fu Deux sous le charbon, scritta nel 1856 per le Folies-Nouvelles. Delibes arrivò alla vera fama nel 1870 con il successo del balletto Coppélia per il quale compose la musica. Il titolo si riferisce ad una bambola meccanica e prende spunto dal racconto fantastico L’uomo della sabbia, di E.T.A. Hoffmann. Delibes scrisse la musica per altri balletti quali Sylvia (1876) e La Source (1866), che scrisse con Léon Minkus.

Delibes compose anche varie opere liriche, l’ultima della quale, la sontuosa e orientaleggiante Lakmé (1883), contiene, tra i vari numeri accattivanti, il famoso pezzo forte rappresentato dalla scena della protagonista, nota come Légende du Paria o Aria delle Campanelle, ed il Duetto dei Fiori, una barcarola. A quel tempo le sue opere liriche impressionarono Čajkovskij al punto tale che egli considerava Delibes molto più capace di Brahms.

Nel 1867 Delibes compose Divertissement e Le Jardin Animé per un revival del balletto di Joseph Mazilier/Adolphe Adam dal titolo Le Corsaire. Scrisse una messa, una cantata su Algeri e compose operette e musiche di scena per il teatro, come le danze e arie per la pièce di Victor Hugo Le roi s’amuse (lo stesso dramma utilizzato anche da Verdi per il suo Rigoletto).

Piazzetta Macario – Nichelino – tel. 011 627.97.89

e-mail: info@teatrosuperga.it – Sito:  www.teatrosuperga.it

Platea: € 25,00 – Galleria: € 17,00

Under 30: platea € 21,00 – galleria € 14,00

 

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