«

»

feb 15 2013

Superga: 15/2, “Decamerone – Amore e sghignazzi”

Quinto appuntamento, venerdì 15 febbraio, alle ore 21, per la stagione di prosa del Teatro Superga, con “Decamerone – Amore e sghignazzi”, nell’adattamento di Ugo Chiti. Gli sghignazzi delle beffe, i travestimenti, le doppiezze divertite al limite dell’iconoclastia, gli amori assoluti, i sacrifici estremi, la tragicità solenne degli innamoramenti contrastati o negati diventano materia drammaturgica e gioco squisitamente teatrale. Tutti, uomini e donne, in quella grandiosa  commedia umana che è il Decamerone, si muovono passando dal comico al tragico con lussureggiante invettiva. Uomini e donne colti in perenne movimento che è equilibrio e balletto, rappresentazione reale e metaforica della vita osservata con occhio sarcastico e dolente assieme. Prosegue il viaggio di Ugo Chiti nelle novelle di Giovanni Boccaccio: dopo Decameron-Variazioni, “Amori e sghignazzi” percorre con maggiore leggerezza le pagine del grande autore, celebrandone i repentini passaggi dal comico al tragico, dal satirico al filosofico. Chi meglio di ser Giovanni Boccaccio per sparpagliare le certezze della vita e innescare bombe a orologeria di festosa indisciplina? Chi meglio di Ugo Chiti per ridare spessore teatrale e muscoli narrativi a questa creature di carta che della beffa solenne sono fratelli e dello sberleffo padroni assoluti e dell’irriverenza giocolieri incalliti e dell’incontinenza esecutori magnifici?  Nell’osservatorio del drammaturgo e regista toscano, e del suo braccio  armato Arca Azzurra, finiscono quattro casi estremi, quattro esemplari di razza di quel sontuoso breviario dell’esistenza, di quella divertita e umorale m anche tragica e sfrontata, comica e beffarda commedia umana che è il Decamerone:  Masetto, che “si fa mutolo e diviene ortolano in un monastero di donne”; Alatiel, oggetto sessuale che rielabora l’esperienza per sopravvivere in un mondo dominato da uomini; Alibech, proiezione onirica di Masetto al femminile; Isabetta, vittima innocente di un ordine sociale spietato che le nega l’amore. Lo scheletro drammatico e linguistico inventato da Chiti è fragorosamente esplosivo, agile e ritmico, dalle assonanze contemporanee. Come un canzoniere profano, un baletto meccanico. A ognuno il suo tornaconto, a ognuno il suo deragliamento: d’amore e disamore. Sghignazzi sullo sfondo e travestimenti in primo piano. La doppiezze degli echi è la colonna sonora della vita. Che ritma i tempi e volteggia le alternative. Con salutare sarcasmo e dolente malinconia. Ingresso: Platea Euro 17 (ridotto Euro 14) – galleria Euro 14 (ridotto Euro 12). Info: tel. 011.627.97.89 – email: : info@teatrosuperga.it

Switch to our mobile site