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feb 10 2014

“Sei di Nichelino se…” il gruppo FB di Gianna Manca

 

(Antonio Infuso). “Sei di Nichelino se…”, è un nuovo gruppo Facebook creato da Gianna Manca e che sta raccogliendo diversi iscritti e numerosissimi post sulla pagina del social network. Già dal nome, il gruppo si propone di raccontare una città attraverso gli occhi della memoria, le emozioni e i ricordi di un luogo, Nichelino, che si è trasformato radicalmente negli ultimi quarant’anni. Un viaggio tra nostalgia e simpatica ironia, senza tralasciare un sincero e orgoglioso senso di appartenenza.

 

Come è nata la bella idea del gruppo Facebook?

“Hanno realizzato un’iniziativa simile – spiega Gianna – nel mio paese natio, Pula, in provincia di Cagliari. Mi piace Nichelino. E’ la mia città, perciò ho pensato di creare un gruppo simile.  All’inizio ho inserito solo i miei conoscenti stretti di Nichelino. Ma in poche ore in tanti hanno chiesto l’adesione al gruppo. E’ stato un successo che mi ha sorpresa”.

Gianna, cinquantaquattro anni, ha trascorso quasi tutta la sua vita a Nichelino. Sposata con Pasquale due figli, Daniel (30 anni) e Loris (25), di professione è una gallery logistics  manager.

 

Cosa ti piace di Nichelino?

“Mi piace quasi tutto, è un po’ come una grande famiglia. Mi sono sempre trovata bene”

E cosa non ti piace?

“La mancanza di zone pedonali per realizzare una sorta di “movida” nichelinese. Dove i ragazzi, e non solo loro,  possano ritrovarsi senza andare a Torino alla ricerca di locali  e attrazioni”.

Cosa sogneresti per la tua città?

“Ahimè… la vedo buia…I giovani non trovano lavoro e prima o poi  saranno costretti ad andare via… Occorrerebbe riqualificare  le zone morte, tipo le sponde  del Sangone per farne un’area balneare per l’estate, con panchine, sdraio e vialetti.  Punterei sul turismo. Penserei a un grande parco di attrazioni. Dove arriva il turismo arriva anche il lavoro. Spero anche, un giorno, di vedere a Nichelino la metropolitana e un ospedale”.

Dai post e dalla risalita lungo i labirinti dei ricordi emergono – con forza romantica, appassionata e, talvolta, dolente – nomi, luoghi, locali, situazioni che, come in un puzzle, riscrivono la storia di una comunità e di diverse generazioni.

Ecco apparire i nomi di Elio Marchiaro, Andrea Rolle e Don Joe, simboli importanti della storia sociale, politica, culturale e sportiva di Nichelino.

Personaggi originali e, in qualche caso, dalle triste figura (come direbbe Cervantes): Alfredo, Silvano il vigile killer, Mollica che si gettò nella vecchia piscina (vuota) perdendo la vita, Ringo con la sua moto e le leggendarie impennate, Franco Lach, Gino il panettiere ed Elio il matto.

E poi i locali, con la loro dimensione semplice ed evocativa: il mitico Bar Gallo, il negozio di Erminio, l’anguriaro alla Crocera (Pierino il bello), la pizzeria Mexico 70, il bar Flora, Garosci, il negozio di giornaletti usati in Via Cuneo, Base Musica, il gelato da Alice, il colorificio Cimarosa, i calzolai, le cremerie, le latterie.

E anche le vecchie birrerie (Leon d’Oro, Lucio, Vice and Company), il locali da ballo (Le Grillon ed alcune microdiscoteche), Radio Crocera, i vecchi cinema San Carlo (con i suoi topi), il Ghigo e il Superga.

E location che ormai appartengono all’epica: lo stagno delle rane (dove ora sorge la caserma dei CC), la fontanella dietro la SS. Trinità, la Piazza Rossa e i suoi raduni, le gite in montagna targate Rolle, i laghetti alla Viberti, i bagni nel Sangone.

Altri ricordano il “35 filobus” con il bigliettaio.

Mentre non mancano i riferimenti anche ironici: “Non sei di Nichelino se non sei ma stato cazziato dal maresciallo Bianco…”.

Dunque, la città con le sue contraddizioni, la sua vitalità eterna e pulsante, la sua luce ammagliante, il suo lato oscuro. Con tanti frammenti emozionanti, con racconti di grandi protagonisti e vicende di figli di un dio minore, a  cui potrebbe adattarsi, come colonna sonora, la voce di Guccini in “Piccola Città” che evoca la mitologia tra “la via Emilia e il West”.  E per Nichelino potremmo dire “tra il Sangone e il West”.

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