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apr 07 2016

Rapporto Istat: l’Italia invecchia e perde reddito

istatNon è entusiasmante il quadro che emerge dal rapporto “Noi Italia – edizione 2106 – 100 statistiche” a cura dell’Istat, con dati aggiornati al 31 dicembre 2014.

L’Italia invecchia sempre di più: al 1° gennaio 2015 si contano 157,7 anziani ogni 100 giovani e 55,1 persone in età non lavorativa ogni 100 in età lavorativa.

Ma scende leggermente (dopo 10 anni di incrementi) l’aspettativa di vita: 80,1 anni (uomini) e 84,7 (donne), con valori più bassi nel Mezzogiorno. Diminuisce anche il numero medio di figli per donna che, nel 2014, risulta essere 1,37 (per un corretto ricambio generazionale il numero dovrebbe esserE 2,1); comunque è al Sud che si concentrano le madri più giovani. In calo anche i matrimoni: 3,2 ogni mille abitanti, uno dei dati più bassi in tutte l’UE; pochi i divorzi: 8,6 ogni 10.000 abitanti (solo a Malta e in Irlanda si contano un dato più basso). Aumentano gli stranieri: ne risiedono più di cinque milioni (8,2% sulla popolazione totale), di questi quasi quattro milioni sono extracomunitari.

Diminuiscono gli omicidi volontari (0,78 ogni 10.000 abitanti) e le rapine (64,5) mentre aumentano i furti in appartamento. Un dato preoccupante riguarda le donne vittime di omicidio: in oltre la metà dei casi l’omicida è il partner o l’ex-partner.

Ma ci sono anche buone notizie: gli italiani sono più salutisti. Si è ridotta la percentuale di fumatori (19,5%), dei consumatori di alcol a rischio (15,5%) e delle persone obese (10,25). Ma solo un terzo della popolazione si dedica alla pratica sportiva.

In calo il tasso di mortalità infantile (2,9 ogni mille nati vivi, uno dei più bassi in tutta Europa).

In Italia ci sono 2,3 milioni di giovani che non lavorano e non studiano, cioè un quarto di tutta la popolazione tra i 15 e 19 anni ma comunque in leggero calo rispetto all’anno precedente. Sempre basso – e lontano dai livelli europei – il numero di giovani con un titolo di studio universitario.

Nella fascia di età 20-64 anni sono occupati oltre sei italiani su dieci, ma rimane enorme il divario a sfavore delle donne: 70,6% sono gli uomini occupati, solo il 50,6% le donne.

Il Pil pro capite precipita ai minimi da 10 anni, con soli 25.256 euro a testa, ma la cosa più preoccupante è un’Italia divisa in due: il reddito medio di ogni italiano del Nord Ovest è di 30.821 euro, nel Mezzogiorno è di soli 16.761 euro.

Il 10% delle famiglie risulta in stato di povertà relativa mentre il 5,7% si trova in povertà assoluta.

Stabile, e quindi non elevato, il numero di persone che legge quotidiani e libri ma diminuiscono leggermente i lettori di notizie sul web.

In aumento i visitatori di musei e mostre.

Infine, continua a calare la produzione di rifiuti urbani, 487,8 chili per abitante, circa 3 chili in meno rispetto all’anno precedente e la raccolta differenziata si attesta al 45% con forti discrepanze tra il nord (con Trento e Trieste al 65%) e il sud (con la Sicilia al 12%)

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