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giu 04 2012

Nichelino: no Irpef comunale sotto 15.000 euro

Importante novità per i contribuenti nichelinesi. Se da un lato, la crisi ha messo pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini con l’istituzione dell’IMU e aumento dell’Irpef locale (sia comunale che regionale), dall’altro la Città di Nichelino – seppur in un momento di difficoltà grave e generale –  si è impegnata seriamente per limitarne gli effetti, almeno per le fasce più deboli. Dunque a Nichelino, ha annunciato il Sindaco, Giuseppe Catizone, è stata abolita l’Irpef comunale per i redditi annui inferiori a 15.000 Euro. Un segnale importante e, allo stesso tempo, una buona notizia per 8.151 famiglie nichelinesi che grazie a questo intervento potranno risparmiare tra i 75 e i 120 Euro all’anno. Non si tratta di una cifra elevata ma, nell’attuale situazione di difficoltà, può avere un certo rilievo per molte famiglie che fanno fatica a giungere a fine mese. In questo modo, inoltre, viene completamente azzerato l’effetto dell’aumento Irpef regionale che è stato deciso recentemente. I 600mila euro che, attraverso questa vera operazione di equità fiscale, non entreranno nella casse comunali, saranno compensati dai risparmi derivanti dalla riorganizzazione delle spese per il personale e dalla mancata sostituzione di diversi pensionamenti. Rimane però l’aumento, rispetto allo scorso anno, dell’Irpef comunale per le fasce di reddito superiori a 15.000 Euro, portata da 0,5% a 0,8%, ma spiega Catizone «Stiamo impegnandoci per la probabile istituzione di un fondo di solidarietà teso a rimborsare una parte dell’Irpef per i redditi compresi tra 15.000 e 28.000 Euro». Un obbiettivo ancora ipotetico, ma già discusso anche con i sindacati e che potrebbe venire incontro al cosiddetto ceto medio. Secondo i dati ufficiali, infatti, la fascia di contribuenti con un reddito compreso tra 15.000 e 28.000 Euro risulta essere la più numerosa: di essa fanno parte oltre il 50% dei nichelinesi. Un chiaro tentativo, almeno a livello locale, per limitare la pressione fiscale,  per tutelare la popolazione e per tentare di ridurre quegli effetti “depressivi” sui consumi derivanti dalla politica di rigore e di sacrifici che l’Italia è chiamata ad affrontare. «Tutto sarà più chiaro, comunque – precisa l’assessore al Bilancio Claudio Benedetto – in autunno quando verrà approvato il regolamento e si potrà verificare anche l’andamento delle prima parte di entrate derivanti dall’IMU». (a.i.)

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