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giu 04 2012

Intervista a Diego Mingolla: da Nichelino al Gange

“Dalle Alpi al… Gange”: non si tratta di una passo inedito di Manzoni ma di un nichelinese alla conquista del mondo. Sembra questo il destino di Diego Mingolla, 35 anni, pianista ormai proiettato, in modo inarrestabile, verso la ribalta internazionale grazie a uno dei linguaggi comunicativi più antichi, efficaci, universali e magici: la musica. Dopo gli studi al Conservatorio e i percorsi di perfezionamento, Diego ha iniziato a raccogliere consensi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero (Svizzera, Austria, Spagna, Corea del Sud, Argentina e Uruguay) con esibizioni e collaborazioni di assoluto livello qualitativo, tra le quali quella di “Fiabe italiane”, con John Turturro, per il Teatro Stabile di Torino. Ma l’ansia di conquista di Mingolla non pare placarsi, mentre il suo stile e la sua tecnica sembrano affascinare sempre di più il pubblico di terre lontane: «In questi ultimi due anni – spiega Mingolla – ho vissuto importanti esperienze all’estero. A Londra, nell’ottobre 2011, l’esibizione al Rosemblatt Recital. Poi sono stato invitato in radio, alla BBC , dove dal vivo ho accompagnato il baritono Lucio Gallo». Ma l’avventura londinese di Mingolla, che è tornato recentemente in Inghilterra, si è ampliata con il progetto internazionale “Celebrity Season 2012”. «Sono stato in Kazakistan  per dirigere il  Coro di Stato. E poi, come direttore del coro, pianista e assistente alla regia, mi sono avventurato in India, a Mumbai. Abbiamo presentato “Cavalleria Rusticana”, “Pagliacci” e “Carmina Burana”. Un’esperienza bellissima, intensa e totale». Se in Kazakistan la musica è considerata un valore sacro, amato e rispettato, in India si vive l’emozione della scoperta e dell’assimilazione della cultura lirica e classica europea,  italiana in particolare. «In questo momento – spiega Diego –  si hanno più opportunità all’estero piuttosto che in Italia. La crisi generale ha prodotto effetti devastanti sull’attività artistica. Per fortuna arrivano buone notizie dall’Unesco: la musica lirica italiana dovrebbe entrare presto fra i patrimoni non materiali dell’umanità». Recentemente, ha anche realizzato un cd – per l’etichetta francese “Allure” e in coppia con il soprano Francesca Lanza – dedicato alla musica da camera del novecento: Diego Mingolla ha in cantiere altre esperienze discografiche e alcune esibizioni in Italia: un recital al teatro Vittoria, l’edizione 2012 del “teatro pirandelliano” e la stagione musicale di Cortazza. Molte, comunque, le prospettive per ampliare l’esperienza indiana e in altre latitudini del mondo. Antonio Infuso

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