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dic 04 2012

Giovanni Cagnoni, un pittore originale

Monetine, borchie di ogni tipo, tappi delle bottiglie, toppe della serratura e viti: sono gli oggetti che Giovanni Cagnoni, 66 anni, nichelinese, utilizza peri suoi quadri. «Dipingo e disegno fin dall’adolescenza – confessa – sono assolutamente un autodidatta». Dopo un’onorata carriera in Fiat, a Rivalta e a Mirafiori, è arrivata la pensione: «Così mi sono completamente dedicato alla pittura». A Nichelino è arrivato circa dieci anni fa: «Insieme ad altri pittori ho fondato “Nichelin Art”. Nel 2010, abbiamo creato gli “Amici del Borgo Vecchio”. Inoltre, alla parrocchia della Madonna della Fiducia, organizzo un corso di pittura ed espongo. Tutto il ricavato viene devoluto in beneficenza». Ma dove nasce l’idea di realizzare lavori così particolari? «Quando lavoravo ho avuto un incidente a un occhio. Non potendo vedere bene i colori, ho iniziato a utilizzare oggetti particolari per i miei quadri». Tutti gli elementi – borchie, monetine, viti, ecc. – vengono fissati sulla tavolozza di legno che poi Giovanni colora sapientemente. I soggetti? Si passa dalla Torre di Pisa, al Duomo di Milano, alla Mole di Torino e alla Palazzina di Caccia di Stupinigi , fino a Garibaldi e alle “nature morte” . Attualmente, alcune sue opere sono esposte al Caffè Blanco, in via Torino. Giovanni, però, non si ferma: «Ho realizzato dei  quadri solo con stuzzicadenti o con dei “gratta e vinci”». Ora , invece, sta lavorando a un altro soggetto, l’Altare della Patria: «Sto studiando  le fotografie. Poi inizierò a raccogliere  chiodi, borchie e tappi. Nei negozi compro solo le viti». (d.r.)

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