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giu 06 2012

Dall’Italia: Pinocchio in mostra a Genova

Pinocchio è immortale. Da oggi a Genova (e sino al 13 gennaio 2013) la mostra dedicata al burattino più famoso del mondo promette di essere un evento per tutti gli appassionati del personaggio di Collodi. Pinocchio non è una favola. Italo Calvino ha detto che è l’unico vero romanzo della letteratura italiana, con tutti gli ingredienti del caso: il viaggio, l’avventura, l’allegria e lo stupore. Una storia universale che si rivolge a grandi e piccini. Il racconto di un rito di iniziazione, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza di un burattino-bambino alla scoperta del mondo. Il libro di Collodi, I promessi sposi e Cuore, scrive Goffredo Fofi, «continuano a essere i nostri best seller unitari, uno specchio, una metafora, un paragone a cui tutti, prima o poi, dobbiamo tornare per ragionare sulla nostra identità, la nostra storia, la nostra infanzia, su chi siamo e di dove veniamo (dove andiamo? Chissà!)». Dal bisogno dell’uomo solo nasce l’avventura del bambino, che riflette anche quella del padre. E il padre, attraverso le rocambolesche vicissitudini del figlio, realizza quello che lui non è riuscito a fare e a essere. Nel suo viaggio alla scoperta del mondo, Pinocchio s’imbatte nel Paese dei Balocchi, nel Circo, nel Teatrino di Mangiafuoco, incontra il Grillo Parlante, la Fata Turchina, Lucignolo e i Carabinieri, in un alternarsi di azioni e colori che stravolgono la scena disadorna nella sua povertà quotidiana. Nata da un’idea di Flavio Costantini, che ha creato appositamente una serie di strepitose tavole, la mostra ruota intorno alla fantasmagorica produzione di Emanuele Luzzati, che dell’ottantaseienne pittore è stato uno dei più cari amici. Dalle tavole per il libro edito da Nuages (1996), alle acqueforti, ai bozzetti, ai teatrini, sino alle scenografie teatrali: Pinocchio e gli altri personaggi della storia così come li aveva immaginati il maestro Lele per lo storico spettacolo realizzato nel 1994 dal Teatro della Tosse. Non mancano, inoltre, pezzi inediti provenienti da collezioni private. La mostra propone un’iconografia contemporanea del celebre burattino, con oltre 200 opere di artisti e illustratori tra i più importanti nel nostro tempo. C’è il Pinocchio impertinente, ma dolce e tutto sommato rassicurante di Jacovitti; il Pinocchio vizioso di Stefano Grondona, sguardo di sfida e sigaretta in mano; il Pinocchio caleidoscopico e cubista di un ispirato Ugo Nespolo; il Pinocchio «caffettiera» del designer Pratico Dalisi; il Pinocchio fiabesco di Magico Fiorato; il Pinocchio rarefatto e stilizzato di Mimmo Paladino. Ma non mancano chicche di Roland Topor, Mordillo, Quentin Blake, Andrea Rauch, Roberto Innocenti e Guido Scarabottolo. Sino ai quadri di Jim Dine, esponente della Pop art americana, che sulla creatura di Collodi ha sviluppato per anni una vera e propria ossessione. Un capitolo a parte meritano le tavole di Lorenzo Mattotti, il disegnatore dell’atteso Pinocchio a cartoni animati girato da Enzo D’Alò (La gabbianella) e appena finito di montare. Il suo è un burattino coloratissimo, stilizzato, di ispirazione circense, quasi metafisico, con un che di De Chirico. Gli organizzatori stanno cercando di avere nel prosieguo della mostra anche un trailer del film che contiene la colonna sonora registrata da Lucio Dalla quattro giorni prima che un infarto se lo portasse via il primo marzo scorso a Montreux. L’esposizione genovese, che ha ricevuto la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come riconoscimento dell’importanza culturale del progetto, è articolata in due sedi: al Museo Luzzati (diretto da Sergio Noberini, già braccio destro del maestro Lele), nella cinquecentesca Porta Siberia, e nei vicini Magazzini del Cotone. La rassegna è arricchita da un’ampia selezione di materiali video (a cura di Mario Serenellini) e può contare su un ricco catalogo (coedizione Nugae/Il Piviere) di 320 pagine. Fra i contributi si segnalano quelli di Umberto Eco, Dario Fo, Goffredo Fofi e Antonio Faeti. Semplicemente strepitoso il brano di Eco, tratto da Giochi linguistici degli studenti al Corso di Comunicazione (Comix 1995). Un testo composto esclusivamente con parole che s’iniziano con la lettera «p». Un assaggio: «Paradossale! Possibile? Pupazzo prima, primate poi? Proteiforme pargoletto, perenne Peter Pan, proverbiale parabola pressoché psicoanalitica». (La Stampa)

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