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mar 19 2012

Dall’Italia: ictus, l’arte migliora qualità vita

L’arte potrebbe migliorare la qualità della vita di chi ha avuto un ictus. E’ quanto emerso da una ricerca italiana che sarà presentata ufficialmente al 12° meeting annuale di primavera sul “Cardiovascular Nursing”, a Copenhagen. Gli scienziati italiani hanno dimostrato i pazienti colpiti da ictus che hanno apprezzato l’arte – come musica, pittura e teatro – hanno recuperato meglio rispetto ai pazienti che invece non hanno mostrato interesse verso le arti. L’ictus è la terza causa di morte nel mondo occidentale e la prima causa di disabilità negli adulti. La ricerca, diretta da Ercole Vellone dell’Universita’ Tor Vergata di Roma, ha preso in esame 192 pazienti dell’età media di 70 anni. Ebbene, dall’incrocio dei dati è emerso che la passione per le arti è collegata a un miglior stato di salute generale, maggiore energia, minore ansia e depressione e più memoria. Tutto questo indipendentemente dalla gravità dell’ictus. Secondo i ricercatori. all’arte va il merito di stimolare al produzione di dopamina. “La dopamina migliora la qualità della vita ogni volta che viene rilasciata nel cervello”’, ha commentato Vellone. “Sono necessarie ulteriori ricerche per verificare se anche altre forme d’arte possano stimolare il rilascio di dopamina”, ha concluso.

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