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set 26 2013

Dal Mondo: Voyager (partita nel ’77) lascia Sistema Solare

La sonda americana Voyager 1 è il primo oggetto costruito dall’uomo a superare i confini del Sistema Solare.
Più volte, nei mesi passati lo storico veicolo spaziale lanciato nel 1977 sembrava sul punto di lasciare il nostro sistema planetario, ma soltanto adesso è arrivata la conferma definitiva del grande passo nello spazio interstellare.
Secondo i dati pubblicati dalla rivista Science la sonda si trova a circa 19 miliardi di chilometri dalla Terra, in una regione di transizione immediatamente al di fuori della bolla solare, dove però alcuni effetti generati dalla nostra stella sono ancora evidenti. ”Ora che ci sono giunti i nuovi dati, crediamo che questo sia un momento storico per il genere umano”, ha dichiarato Ed Stone, uno dei responsabili del progetto Voyager con sede presso il California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena. “Ora – ha osservato – possiamo rispondere alla domanda che tutti ci stavamo facendo da tempo: siamo già arrivati? Sì, ora lo siamo”.  La sonda Voyager 1 continuerà a inviare dati sulla Terra almeno fino al 2020 anche se il suo segnale è molto debole: solo 23 watt, l’equivalente di una lampadina di frigorifero. Il segnale, che impiega circa 17 ore per arrivare sulla Terra giunge, data la grande distanza, ridotto ad una frazione di un miliardo di miliardesimo di watt. Per riceverlo si utilizzano una serie di antenne che hanno un diametro che varia da 34 a 70 metri. Insieme alla Voyager 1 viaggia verso l’esterno del Sistema Solare anche la gemella Voyager 2, lanciata 16 giorni prima ma che, avendo intrapreso un tragitto diverso, si trova ora a ‘soli’ 15 miliardi di chilometri da noi. Entrambe le sonde sono messaggeri cosmici dell’umanità: a bordo hanno entrambe il messaggio più completo inviato dall’uomo a una civiltà extraterrestre è il disco d’oro che si trova sulle sonde Voyager 1 e Voyager 2, lanciate nel 1977. Prima di recapitarlo ad un’eventuale civiltà aliena, comunque, la Voyager 1 dovrà viaggiare ancora a lungo: almeno 40.000 anni prima di raggiungere un’altra stella intorno alla quale potrebbero ruotare pianeti abitati. Se un alieno dovesse trovare il disco e riuscisse a decifrare le istruzioni per vederne le 115 immagini e per ascoltarne i suoni, conoscerebbe le voci della natura e quelle umane, che salutano in 55 lingue di tutti i continenti e di tutte le epoche, e inoltre le musiche di Bach e Mozart, fino al Rock and Roll.
Il papà del disco d’oro delle Voyager èstato l’astronomo Carl Sagan, uno dei più celebri scrittori di fantascienza e padre del programma Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) finalizzato a scoprire forme di vita aliena.

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