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set 26 2012

Dal Mondo: Gioconda? Figlia di un’opera precedente?

La Monna Lisa prima della Monna Lisa. Per molti è l’immagine di Lisa Gherardini del Giocondo, per altri l’autoritratto al femminile di Leonardo; e i suoi occhi celerebbero iniziali e cifre esoteriche. Della Gioconda si è detto moltissimo. Ma forse non tutto. E un recente studio sta per rivelare una tesi rivoluzionaria: l’opera del Louvre sarebbe in realtà “figlia” di un dipinto autografo preesistente, la Isleworth Mona Lisa, di cui rappresenterebbe la seconda versione. In settimana verranno ufficializzati i risultati della ricerca svolta da un team di esperti, capitanati da Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci. Ritrovato poco prima della Grande guerra in una dimora del Somerset dal collezionista Hugh Blaker, nel 1962 il dipinto di Isleworth fu venduto al collezionista Henry Pulitzer. Acquistato da un consorzio svizzero, è da anni oggetto di un acceso dibattito: copia del capolavoro o suo antefatto? La Mona Lisa Foundation di Ginevra è pronta a giurare sulla seconda ipotesi e a dimostrare, sulla scorta di evidenze storiche, comparative e scientifiche, che il ritratto di Isleworth sia un’opera autografa del genio vinciano, dipinta dieci anni prima della tavola del Louvre e lasciata incompiuta. Insomma, Leonardo avrebbe realizzato due ritratti: di questi, la presunta prima Monna Lisa è di dimensioni lievemente più grandi della Gioconda parigina e, rispetto a questa, mostra lievi differenze, come le colonnine che delimitano il paesaggio sullo sfondo. Anche a causa della qualità decisamente inferiore dell’opera, la tesi non trova d’accordo il professore Martin Kemp di Oxford: «Tante cose non tornano: abito, capelli e paesaggio. E poi il quadro è dipinto su tela, cosa che Leonardo fece di rado». Un altro enigma dietro due sorrisi.

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