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giu 27 2014

Acqua pubblica: Nichelino continua la battaglia

acqua foto(Antonio Infuso). Sono stati presentati il 25 giugno, il bilancio di Esercizio 2013 e il Piano Economico 2014-2023, di Smat (Società Metropolitane Acque Torino): un’azienda che opera in 286 comuni– compreso Nichelino – e dove complessivamente risiedono 2.226.589 abitanti. I dati di bilancio hanno confermato che Smat è una società di eccellenza con una gestione sana e oculata e con una strategica visione sul futuro anche in termini di investimenti.

Ma la seduta è stata anche l’occasione per ribadire la posizione del “Forum dei movimenti per l’acqua” di cui fa parte la nostra città. Una linea confermata, a suo tempo, dal Consiglio di Stato che aveva giudicato “non coerenti” i criteri di calcolo delle bollette e per la quale l’Autorità per l’Energia aveva approvato “uno specifico provvedimento per la definizione dei criteri di calcolo degli importi da restituire agli utenti finali, corrispondenti alla remunerazione del capitale investito e versati nelle bollette dell’acqua nel periodo post referendum, a partire dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011”.

Una battaglia. che Nichelino conduce in prima linea, sin dall’esito del referendum sull’acqua pubblica in cui si stabiliva che la remunerazione del capitale investito non può essere calcolata nella bolletta dell’acqua.

In pratica, Nichelino – insieme a un gruppo di Comuni che si allarga sempre di più – chiede alla Smat di rispettare la volontà del popolo (espressa attraverso il referendum), di adeguarsi al parere del Consiglio di Stato, di cancellare la remunerazione e di restituire quanto fatturato in eccesso.

Nel dettaglio, la quota pro-capite da restituire agli utenti – per il periodo 21 luglio/31 dicembre 2011 – ammonta a 15,35 Euro; mentre la Smat ha messo in riserva solo 8, 46 Euro e ha escluso le utenze non domestiche. Per il 2012 e 2013, invece, Smat ha semplicemente modificato la voce “in fattura” continuando a chiederne il pagamento.

Nichelino non concorda sulla riduzione della quota 2011 e sul mancato riconoscimento alle utenze non domestiche. E, inoltre, non accetta la modifica della voce che lascerebbe inalterati i costi per gli utenti.

A Palazzo Civico ribadiscono che “Nichelino proseguirà la battaglia in tutte le sedi perchè i diritti degli utenti e il rispetto dell’esito referendario sono vitali in una società democratica”.

All’inizio della disputa i Comuni “ribelli” erano quattro (tra cui Nichelino) ora l’area del dissenso si sta ampliando: nell’ultima votazione sul Bilancio 10 comuni hanno votato contro e 5 si sono astenuti.

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