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nov 11 2014

21/11: Superga, “Puzzle” apre stagione prosa

puzzle(Antonio Infuso).  Dopo l’inaugurazione  della XIV stagione del Teatro Superga, affidata alla lirica (8 novembre, con “Turandot”, che ha registrato quasi il “tutto esaurito”), è il turno del cartellone della prosa che promette emozioni, viaggi, scoperte e sconfinamenti.Una selezione di otto spettacoli – in collaborazione con la Fondazione Live Piemonte dal Vivo capace di attraversare mondi diversi, di proporre visioni altre e di intercettare gusti e passioni di un pubblico eterogeneo. Viaggeremo dalla classicità tragica e disperata sino alla commedia degli amori, infine, raggiunti; da un sogno americano, per lo più sfuggente, al complesso cammino verso l’emancipazione; dalle relazioni virtuali al tempo di internet a un irresistibile, ironico e lacerante monologo sulla democrazia.  Dunque il mondo e la solitudine, noi e gli altri, le emozioni e le passioni, le speranze e le delusioni, il tempo dolente e quello delle leggerezza dell’animo. In poche parole, la vita restituita attraverso l’arte. Ecco la programmazione: “Puzzle” (21/11), una creazione Kataklò Dance Theatre (VEDI SCHEDA); “Le ho mai raccontato del vento del nord” (19/12), con Chiara Caselli e Roberto Citran); “L’uomo nel diluvio” (9/1/15), con Valerio Malori; “Amerika” (27/1); Lo Zoo di Vetro” (24/2); “Otello (11/3), con Luigi Lo Cascio; “Gl’innamorati” (31/3), “Discorsi alla nazione” (9/4), con Ascanio Celestini. La stagione è organizzata dalla Fondazione Live Piemonte dal Vivo.

 “Ma da quest’anno – spiega l’Assessore all cultura, Diego Sarnoil nostro progetto, quello del Superga e della Città di Nichelino, andrà ben oltre la quarta parete che sancisce il confine tra pubblico e palcoscenico. La stagione del teatro, infatti, farà parte di un percorso più ampio e ambizioso, di un “sistema cultura” che connoterà tutte le iniziative locali, costituendo una sorta di rete capace di coinvolgere le realtà operanti sul territorio, le associazioni, tutta la città”. Inoltre, aggiunge Sarno: “Il nostro  progetto intende connotarsi come un collante di promozione-sviluppo culturale di un’area molto più vasta. Capace di stimolare e attuare relazioni efficaci e collaborazioni costanti e coordinate tra i diversi Comuni. Tutto questo ha l’obiettivo di attuare percorsi e collaborazioni a livello regionale e nazionale”.

Il teatro Superga ringrazia per il contributo e il supporto: Compagnia San Paolo (Lirica), Regione Piemonte, Provincia di Torino, Fondazione Live Piemonte dal Vivo (Prosa), Associazione Culturale Teatro di Castalia, Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte/Il Dottor Bostik/Uno Teatro  (Rassegna Tutti a Teatro).

 

ABBONAMENTI – BIGLIETTI

 STAGIONE DI PROSA

 

ABBONAMENTO FEDELTÀ (8 titoli) 

Platea intero: € 96,00 – Platea ridotto: € 88,00

Galleria intero: €    80,00 – Galleria ridotto: € 72,00

ABBONAMENTO a 5 titoli TIPO A

(Puzzle, L’uomo nel diluvio, Amerika, Gl’Innamorati, Discorsi alla Nazione)

ABBONAMENTO a 5  titoli TIPO B

(Puzzle, Le ho mai raccontato del vento del Nord, Lo Zoo di Vetro, Otello, Discorsi alla Nazione)

Platea intero: € 65,00 – Platea ridotto: € 60,00

Galleria intero: € 55,00 – Galleria ridotto: € 50,00

 

SINGOLI BIGLIETTI

Ingresso Platea: € 17,00 (intero) – € 14,00 (ridotto)

Ingresso Galleria: € 14,00 (intero) – € 12,00 (ridotto)

Info: tel. 011 627.97.89 – e-mail: info@teatrosuperga.it – Sito:  www.teatrosuperga.it

 STAGIONE DI PROSA

Duemila14/Duemila15

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00 –  Il programma potrebbe subire variazioni


Venerdì 21 novembre 2014

PUZZLE

una creazione Kataklò Athletic Dance Theatre

ideazione e direzione artistica di Giulia Staccioli

assistente alle coreografie Paolo Benedetti

con Maria Agatiello, Vito Cassano, Claudia Cavalli, Eleonora Guerrieri, Serena Rampon,

Stefano Ruffato, Marco Zanotti

produttori esecutivi Claudio Corticelli e Antonio Miliani

promozione e distribuzione Progetti Dadaumpa s.r.l.

MITO srl

 

Puzzle è una composizione corale e poliedrica, realizzata attraverso l’accostamento di coreografie storiche e opere prime ideate dai danzatori che hanno negli anni contribuito alla crescita della Compagnia. La guida esperta e appassionata di Giulia Staccioli prevede, fin dagli esordi, il coinvolgimento diretto degli artisti attraverso il progetto di creazione che tiene presente le possibilità espressive e le peculiarità dei singoli performer. Oggi Kataklò trova in Puzzle una nuova e ulteriore conferma dell’efficacia del proprio metodo, offrendo spazio ai danzatori affinché possano, a tutti gli effetti, farsi anche autori, meglio, “danzautori”. Volontà di Giulia Staccioli è che ogni componente Kataklò scopra così il pezzetto di un Puzzle, un tassello essenziale che trova la giusta collocazione solo in un gruppo, in un orizzonte comune di creazione. Puzzle, come apice scenico di un lungo percorso, scommette sulle singole idee per creare un’alchimia perfetta. Puzzle è un luogo di condivisione, uno spazio aperto e libero, un invito allo spettatore a lasciarsi contagiare dalla passione e dalla creatività del gruppo, e a sentire con la Compagnia l’effetto della corretta composizione di quando ogni tessera trova la sua collocazione.

Venerdì 19 dicembre 2014

LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD

di Daniel Glattauer

con Chiara Caselli e Roberto Citran

musiche originali di Andrea Cipriani

video di Raffaella Rivi

regia di Paolo Valerio

FONDAZIONE ATLANTIDE TEATRO STABILE DI VERONA – GAT /FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA

Una mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner, sposa e madre irreprensibile dei due figli, e il marito, Leo Leike, psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale, s’instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate d’ironia reciproca, destinata ben presto a evolversi in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d’amore epistolare dell’era Internet. Le ho mai raccontato del vento del Nord descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che di coppia non è, ma lo è diventata virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Venerdì 9 gennaio 2015

L’UOMO NEL DILUVIO

uno spettacolo di Simone Amendola  e  Valerio Malorni

con Valerio Malorni

regia di Simone Amendola e Valerio Malorni

BLUE DESK – RESIDENZA PRODUTTIVA CARROZZERIE N.O.T.

con il patrocinio di ROMA CAPITALE/con la collaborazione di ZÈTEMA

VINCITORE PREMIO IN-BOX 2014 – FINALISTA PREMIO SCENARIO 2013

Lo spettacolo si confronta con lo spettatore su un’urgenza. Generazionale, sociale, di un presente allargato. Della società e del paese in cui ci hanno costretto a vivere. In un momento in cui la parola emigrazione è così tragica e reale, tra la forma monologo e altri codici (video, relazione con il pubblico) assistiamo in soggettiva a un’impresa. Con una struttura originale, percorrendo la linea sottile che separa la verità della persona e quella del personaggio, lo spettacolo inscena una storia individuale che diventa collettiva, per una necessità condivisa di speranze, di possibilità da realizzare.

 

Martedì 27 gennaio 2015

AMERIKA

di Franz Kafka – traduzione e adattamento di Fausto Malcovati e Maurizio Scaparro

con Ugo Maria Morosi, Giovanni Anzaldo, Carla Ferraro

e Giovanni Serratore, Fulvio Barigelli, Matteo Mauriello

musiche ispirate alla cultura yiddish della vecchia Europa e al jazz nero di Scott Joplin adattate da Alessandro Panatteri

eseguite dal vivo da Alessandro Panatteri (piano), Andy Bartolucci (batteria), Simone Salza (clarinetto)

scene di Emanuele Luzzati riprese da Francesco Bottai

regia di Maurizio Scaparro

GLI IPOCRITI

Karl Rossmann, giovane ebreo europeo, viene inviato in America come un pacco postale per sfuggire ad uno scandalo che lo vede coinvolto con una domestica. Deve raggiungere lo zio Jacob, un autentico zio d’America che deve trovargli un lavoro e una sistemazione. Ed è così che iniziano le tribolazioni del giovane uomo-cavallo (Ross – Man) in un’America che rivela già, nella visione fantastica ma sorprendentemente profetica di Kafka, i sui mali, le sue contraddizioni ma anche la sua dirompente vitalità. Al ritmo della musica jazz di Scott Joplin, lo spettacolo ripercorre la storia dell’emigrante Rossmann, del suo viaggio, della sua vita errante in cerca di un benessere – il sogno americano? – che sembra sempre a portata di mano ma che rimane inafferrabile.

Oggi più che mai l’opera di Kafka è di grande attualità perché da anni, America ed Europa si trovano a riflettere sulle proprie origini, sulla propria storia, sui propri malesseri.

 

Martedì 24 febbraio 2015

LO ZOO DI VETRO

di Tennessee Williams – traduzione di Gerardo Guerrieri

con Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto

regia di Arturo Cirillo

TIEFFETEATRO STABILE DI INNOVAZIONE diretto da Emilio Russo

“Lo Zoo di vetro è un sogno, un incantesimo (come quelli del Mago Malvolio che Tom sostiene di incontrare nei cinema che frequenta), una finzione: si mette indietro il calendario per riportarlo in un tempo mai esistito. Il passato, il presente e il futuro convivono confondendosi a vicenda, come accade ai ricordi quando si mescolano ai rimpianti. La vicenda coinvolge una famiglia composta da una madre mai cresciuta e dai suoi due figli, due ex giovani incapaci di conquistare una propria autonomia, che come due gemelli vivono in uno stato di simbiosi e in una totale appartenenza dell’uno verso l’altro. Tom, “il regista” di questa semplice e misera storia, illumina i personaggi della sua vita: la madre, la sorella, il padre che li ha abbandonati, l’amico del tempo del liceo, li illumina teatralmente, perché i fantasmi è più facile incontrarli sulla scena, dove la verità e l’illusione si nascondono a vicenda. Storia di gente povera, decaduta, incapace, disadattata, che si trastulla con il proprio male, i propri antichi abiti, le canzoni che parlano di amori infelici e mai realizzati. Un album di famiglia troppe volte sfogliato, dove la giovinezza diventa un’offesa, pensando a ciò che poi si è diventati”. (Arturo Cirillo)

Mercoledì 11 marzo 2015

OTELLO

di Luigi Lo Cascio – liberamente ispirato all’Otello di William Shakespeare

con Vincenzo Pirrotta e Luigi Lo Cascio e con Valentina Cenni, Giovanni Calcagno

scene e costumi di Nicola Console e Alice Mangano

musiche di Andrea Rocca – regia di Luigi Lo Cascio

TEATRO STABILE DI CATANIA/EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE

Un Otello scarnificato, ridotto a tre personaggi (il Moro, Jago, Desdemona). Per scavare dentro l’antica e modernissima ossessione di un possesso amoroso che diventa funesto. In cui quasi sempre è la donna a soccombere, il maschio a dannarsi. Un Otello che punta al cuore della pulsione senza ritorno, che scatena la rovina. Perché un amore che sembrava invincibile può avere epilogo nefasto? E soprattutto, era amore? E se lo era, perché un sentimento, quanto più è dominante, tanto più rischia di travolgere vite e destini? Un Otello denso di interrogativi quello diretto da Luigi Lo Cascio che sceglie per il ruolo del titolo il magnetico Vincenzo Pirrotta, per Desdemona la sensibile Valentina Cenni, e riserva a sé quello di Jago, la mente tessitrice dell’inganno, viscido e insospettato carnefice, ma infine vittima della sua vittima. Il Coro è affidato a Giovanni Calcagno. Una misteriosa, angosciosa tragedia, quella rimeditata da Lo Cascio. Eppure più che mai fedele a Shakespeare, al suo infallibile scandagliare l’animo umano. Una rielaborazione più che mai vicina a quel sontuoso capolavoro che irradia la propria forza da un buio nucleo pulsante: la gelosia che rode il condottiero, ne accende la furia fino alla cieca violenza, lo rende sordo a ogni supplica.

 

Martedì 31 marzo 2015

GL’INNAMORATI

di Carlo Goldoni – con Nello Mascia, Lorenzo Bartoli, Fabio Bisogni, Barbara Mazzi, Maddalena Monti, Raffaele Musella

musiche originali di Davide Arneodo (Marlene Kuntz) – regia di Marco Lorenzi

FONDAZIONE del TEATRO STABILE di TORINO/IL MULINO DI AMLETO – Progetto realizzato con il contributo della CITTÀ di TORINO, della PROVINCIA di TORINO con il sostegno del SISTEMA TEATRO TORINO e PROVINCIA e con la collaborazione del TEATRO MARENCO di CEVA

Scegliere Goldoni e il suo testo Gl’innamorati, oggi, per un gruppo giovane come il nostro, equivale a fare una scelta importante: la nostra è una generazione che ha un grande bisogno di maestri e di punti di riferimento che non è facile trovare, per questo dobbiamo cercarli nella grande drammaturgia, in quegli archetipi che ci ricordano il senso del nostro mestiere. La storia de Gl’Innamorati si svolge per intero in un luogo solo, chiuso, un po’ claustrofobico e un po’ decadente che Goldoni chiama la stanza commune di una casa piuttosto strana. Lo sguardo di Goldoni entra in questa casa con tenerezza e umanità e ci regala un affresco stupendo di una società in piena crisi economica e di valori. Nessuno dei personaggi sembra accorgersi del baratro verso il quale il mondo al di fuori di quella stanza commune sta correndo. In tutto questo, l’amore tormentato e immaturo di Eugenia e Fulgenzio rappresenta la speranza, la vitalità e la possibilità che nonostante tutto, un futuro sia possibile. Per questo ho scelto di mettere al centro del nostro allestimento non solo i due innamorati, ma anche lo spazio commune dove dovranno lottare (soprattutto contro se stessi) per costruire tutta questa “Grande Bellezza”!  (Marco Lorenzi)

 

Giovedì 9 aprile 2015

DISCORSI ALLA NAZIONE

Uno spettacolo presidenziale

di e con Ascanio Celestini

suono di Andrea Pesce

FABBRICA

 

“CITTADINI!

Lasciate che vi chiami cittadini anche se tutti sappiamo che siate sudditi, ma io vi chiamerò cittadini per risparmiarvi un’inutile umiliazione.

Il tiranno è chiuso nel palazzo. Non ha nessun bisogno di parlare alla massa. I suoi affari sono lontani dai sudditi, la sua vita è un’altra e non ha quasi nulla in comune con il popolo che si accontenta di vedere la sua faccia stampata sulle monete.

Eppure il tiranno si deve mostrare ogni tanto. Deve farsi acclamare soprattutto nei momenti di crisi quando rischia di essere spodestato. Così si affaccia, si sporge dal balcone del palazzo e rischia di diventare un bersaglio. Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni che provano ad affascinare il popolo per strappargli il consenso e la legittimazione. Appaiono al balcone e parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il costume di scena dello stato democratico”.

 

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