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mag 06 2013

6/5 (Arpino): Luca Miserere racconta il Polo Sud

Un mese al Polo Sud per studiare le forme di vita che popolano la banchisa. Lo scorso novembre, per Luca Miserere, 45 anni, professore di Scienze Naturali all’Itis “J. C. Maxwell” di Nichelino, si sono aperte le porte dell’Antartide. E’ lui infatti il docente degli istituti superiori italiani che ha partecipato alla spedizione al Polo Sud, organizzata dal Museo Nazionale dell’Antartide, in collaborazione con il Gruppo SICAF Antartide. Miserere illustrerà  questa sua esperienza professionale, e di vita, durante un incontro, ad ingresso gratuito, alla biblioteca “G. Arpino”, il 6 maggio, alle ore 21. Lo scorso ottobre, Miserere è partito da Torino, direzione Polo Sud, base “Mario Zucchelli”, baia di Terranova. La sua partecipazione rientra nell’iniziativa “SPEs”, la scuola polare estiva per insegnanti: «Prima di partire – spiega il professore – ho fatto domanda al Museo Nazionale dell’Antartide per poter partecipare a un corso di aggiornamento sulle scienze polari a Genova. Hanno accettato la mia domanda, poi, terminato il corso, cui hanno preso parte 15 docenti, sono stato l’unico ad essere selezionato per il viaggio in Antartide». Un’emozione forte per Miserere, da sempre appassionato di ambienti da “alta quota”: «Ho studiato i muschi, raccogliendoli ed analizzandoli. Per me questo viaggio è stata un’occasione irripetibile per studiare da vicino organismi unici». Miserere, che da tre anni insegna al Maxwell, è partito a fine ottobre per un mese di permanenza in Antartide: «Insieme ai professionisti del Gruppo SICAF (che danni si occupano di ricerca al Polo Sud, ndr), coordinati da Olga Mangoni, abbiamo studiato gli organismi che vivono nella banchisa polare, dove iniziano a formarsi le prime forme di vita, quindi microalghe, batteri e i virus dei batteri stessi». L’esperienza in Antartide ha aiutato il professore ad arricchire la sua preparazione, ma anche a raccogliere materiale da sottoporre ai suoi studenti: «Ci sto ancora lavorando per poi organizzare delle lezioni specifiche nelle mie classi. Questa ricerca al Polo Sud è stata molto importante, ma anche molto stancante dal punto di vista fisico». In Antartide, infatti, i ritmi biologici cambiano bruscamente, dal momento che, ad esempio, al polo il sole non tramonta mai: «I ritmi sono alterati, ma a me non è pesato, anzi mi è piaciuto – spiega Miserere – poi mi trovavo lì con un gruppo di professionisti, già collaudato e preparato. Certo non deve mancare un po’ di spirito di adattamento». (d.r.)

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