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mar 02 2015

11/3: Superga, “Otello” rivisto da Lo Cascio

OTELLO FOTO 1Quinto appuntamento per il cartellone di prosa del Teatro Superga. In scena, l’11 marzo, alle ore 21, “Otello”, liberamente tratto dal capolavoro shakespeariano e diretto e interpretato da Luigi Lo Cascio. Un Otello siculo e scarnificato, ridotto a tre personaggi (il Moro, Jago, Desdemona). Per scavare dentro l’antica e modernissima ossessione di un possesso amoroso che diventa funesto. In cui quasi sempre è la donna a soccombere, il maschio a dannarsi. Un Otello che punta al cuore della pulsione senza ritorno, che scatena la rovina. Perché un amore che sembrava invincibile può avere epilogo nefasto? E soprattutto, era amore? E se lo era, perché un sentimento, quanto più è dominante, tanto più rischia di travolgere vite e destini? Un Otello denso di interrogativi quello diretto da Luigi Lo Cascio che sceglie per il ruolo principale il magnetico Vincenzo Pirrotta, per Desdemona la sensibile Valentina Cenni, e riserva a sé quello di Jago, la mente tessitrice dell’inganno, viscido e insospettato carnefice, ma infine vittima della sua vittima. Il Coro è affidato a Giovanni Calcagno. Una misteriosa, angosciosa tragedia, quella rimeditata da Lo Cascio. Eppure più che mai fedele a Shakespeare, al suo infallibile scandagliare l’animo umano. Una rielaborazione più che mai vicina a quel sontuoso capolavoro che irradia la propria forza da un buio nucleo pulsante: la gelosia che rode il condottiero, ne accende la furia fino alla cieca violenza, lo rende sordo a ogni supplica.

Sulle orme di “Otello” scavando nelle fibre più intime dell’essenza shakespeariana, Luigi Lo Cascio affonda la colta penna drammaturgica in un grumo di passioni radicali e riscrive la sua poetica e personalissima versione dell’immortale tragedia.

Un azzardo in teoria che si trasforma in sorprendente conquista sulla scena. Nonostante il testo sia sfrondato da luoghi e personaggi, rimangono solo quelli fondamentali Otello, Iago, Desdemona, l’inedito uso del dialetto siciliano arcaico in endecasillabi, la mattanza del finale ribaltata nell’incipit, il nuovo “Otello” non tradisce per nulla la fonte primaria, arricchendosi di una cavernosa analisi psicologica dallo sguardo contemporaneo.

Lo Cascio, anche regista e interprete nel ruolo di Iago, centra il bersaglio passando con coraggio dalla via più impervia, contaminando la vicenda tradizionale con una sorta di diario privato d’amore e morte per scoperchiare gli impulsi umani più reconditi, quelli che penetrano nella grana della pelle e puntano a far sobbalzare e impazzire il cuore.

Otello diviene uno di noi, uomo fra gli uomini, ‘infilici generali” che combatte una guerra da perdente, tortuosa e all’ultimo spasimo contro sentimenti e tormenti insani. Dal buio incombente si staglia sul fondale un fluttuante lenzuolo bianco, simbolico fazzoletto pegno d’amore grondante lacrime e sangue innocente, portello impietoso del baratro esistenziale che apre il sabba sul palcoscenico del Teatro Verga di Catania. Ecco Otello, corpo e voce possente di Vincenzo Pirrotta, magnifico “cuntatore” dalla carne che urla forza intrinseca e virilità, lancinante nella discesa verso il suo Golgota di alienazione e folle smarrimento alimentato da quel mostro dagli occhi verdi riconoscibile e maledetto chiamato gelosia.

Le perversioni diaboliche dell’ “onestu” (si fa per dire) Iago, serpe dal “pinzeru ca un canusci patruni”, sono incarnate con sofisticata tecnica attoriale e piglio visionario da un incisivo Lo Cascio, che squaderna talento a tutto spiano e la foia placa e insopprimibile dei frustrati, tipica di chi cova l’empietà senza il coraggio del delitto. Lo ritroviamo, in una delle scene più belle di questo straordinario viaggio nelle viscere della tragedia, quando lo scellerato intento è già compiuto, sospeso e incorniciato, raccontarsi in un autoritratto che certo non lo assolve, ma aiuta a comprendere il punto da cui scaturiscono eventi traumatici e disastrosi a volte a un pelo della vita di tutti i giorni.

Completano la titanica prova dei due protagonisti, la Desdemona di Valentina Cenni che si cala con vigore nel suo ruolo predestinato d’incolpevole vittima sacrificale e il Soldato, aedo e partecipe cantastorie del dramma secondo il suo punto di vista tracciato da un impeccabile Giovanni Calcagno, a lui e Otello spetta l’inusuale romantico finale che li vede sulla luna all’ariostesca ricerca del fazzoletto magico. Mano nella mano, ormai liberi dal funereo circo ossessionante dell’umana bestialità, affidano i loro cuori affannati al cielo: “L’amuri è nu cielu stellatu. Talìa che strazianti, miravigghiusa biddizza, u firmamentu”. Da non perdere.

di Luigi Lo Cascio – liberamente ispirato all’Otello di William Shakespeare

con Vincenzo Pirrotta e Luigi Lo Cascio e con Valentina Cenni, Giovanni Calcagno

scene e costumi di Nicola Console e Alice Mangano

musiche di Andrea Rocca – regia di Luigi Lo Cascio

TEATRO STABILE DI CATANIA/EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE

Platea: € 17,00 (intero) – € 14,00 (ridotto)

Galleria: € 14,00 (intero) – € 12,00 (ridotto)

Piazzetta Macario – Nichelino – tel. 011 627.97.89

e-mail: info@teatrosuperga.it – Sito:  www.teatrosuperga.it

 

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